mercoledì 27 aprile 2011

Kurt & Two Penny, Bad Attitude, Svizzera! Ancora Tasting Room

Finalmente concedo le mie attenzioni alle ultime arrivate di casa Bad Attitude.
Ho fatto riposare le bottiglie una decina di giorni, non volevo rischiare di bere qualcosa di troppo sbattuto durante il viaggio.

E' sempre un piacere essere chiamati ad un parere su qualcosa per cui si è persa l'anima, come una birra artigianale brassata dagli amici svizzeri.



Comincio con la meno alcoolica, la Kurt.
E' in lattina, un po' speravo mi arrivasse in questa confezione per la curiosità che la proposta del formato aveva suscitato. Per cui, è la mia prima artigianale in lattina che mi capita di assaggiare, ed il suono della linguetta e la soddisfazione di vederci un'artigianale dentro non ha prezzo! Nel bicchiere comincia ad apparire di colori tenui, e la schiuma di persistenza media comincia a costruirsi. Sembra molto bianca, a grana fine adorna il colore giallo paglierino di questa pale ale appena velata ma viscosa quanto basta.
Comincio a sentire un intenso odore, persistente nel naso, e mi richiama flavour maltati, di frutta a polpa gialla (mi è saltata in mente una nespola), ma anche floreali e luppolati. Sale qualcosa che ha sicuramente a che fare con il lattico e l'erbaceo.
In bocca l'intensità è quella che mi aspettavo, ed il percorso gustativo parte dall'acidulo e prosegue con un amaro non invadente, stemperato da punte di carattere citrico. Le sensazioni boccali che accompagnano la bevuta sono di astringenza leggera, con una lieve sensazione metallica e soprattutto un'impronta di frizzantezza marcata. Il corpo non può che essere esile per esaltare questa carbonazione elevata, che però inizialmente copre le aspettative createsi da un primo approccio olfattivo.
L'equilibrio sembra sempre più accettabile ad ogni boccata, inizialmente reso rude dall'accoppiata acido-amaro che isola le note dolci. Pian piano risulta molto piacevole: i luppoli ipnotizzano e catturano i sensi, e nel bicchiere il gas si dà da solo una calmata, minuto dopo minuto. Essendo esplicitiamente dichiarata come gateway beer, risulta perciò molto interessante.
Confermo assolutamente la sua adattabilità al periodo estivo ed allo svezzamento da meno nobili lager industriali. Lascia in bocca un bell'amaro, che spinge sul serio a berne altra. Altro obiettivo assolutamente raggiunto rispetto alla volontà iniziale, anche in questo caso

Qualche stuzzichino, una pausa fittizia e passo alla Two Penny, porter di peso.
Cerco di versarla con cura, si forma una schiuma color crema la cui persistenza si mantiene per un tempo limitato. La grana delle bolle appare medio-grossa pur non essendo densissima. La birra ha un colore che dire quasi tonaca di frate, con lucenti rifletti ramati. Si mantiene con una trasparenza velata, con il tipico colore scuro delle porter che però riesce ad essere penetrato dalla luce, assumendo un carattere appena viscoso.
Al naso gli odori sono intensi anche se brevi nella loro ingannevole delicatezza. Si sollevano ricordi di cacao, preannunciando qualcosa che richiami a succhi dolci di uva rossa, vinosi ed anche un po' lievitosi.
Bevuta conferma la sua intensità con un percorso gustativo interessante, proponendosi dolce all'ingresso e sfumando molto delicatamente nell'amaro delle tostature. Persiste nel finale questo gusto, ma viene ben sostenuto da una fresca frizzantezza che la disimpegna insieme alla piacevole sensazione di calore donata dall'elevato grado alcoolico (8,15%). Il corpo si avverte esile, e forse se pieno sarebbe troppo o sarebbe di ispirazione belga. Ed i lupoli si sentono gradevoli ma come sensazioni retronasali. In sostanza, l'equilibrio dolce-amaro sembra abbastaza ben studiato, non sbilanciato e mai sgradevole ad ogni boccata.

Un secondo giro non male, quindi. Due birre molto diverse tra loro, che corrono su diversi binari della tradizione inglese. Mi è venuto molto spontaneo versarle in bicchieri da mezza pinta, il bicchiere da degustazione stavolta mi sembrava una forzatura soprattutto con birre così tese ad emulare un autentico e spontaneo spirito british, nella cultura birraia così come in quella sociale-artistica anglosassone.

Sfrutterò l'altra lattina di Kurt per una bella serata estiva, e l'altra bottiglia di Two Penny per godermi altri sorsi di potenza.

Cheers

2 commenti:

  1. fossi in te non mi farei il problema di doverle tenere in serbo per l'estate, tanto il 2 luglio alla festa del birrificio a Stabio ne troverai in abbondanza (compresa la BOMB).
    ciao
    marcos

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  2. Marcos, la speranza è quella di esserci nonostante il periodo non ideale per me.
    Per cui quando aprirò la seconda lattina di Kurt, potrete considerarmi dei vostri per Stabio! :D

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