lunedì 13 giugno 2011

Bevute di giugno: Hoegaarden, Blanche des Honnelles, Bruin Extraomnes

In questi giorni mi sono capitate una serie di bevute di birre a me nuove.

Pur essendo un brand ormai commerciale (recuperata e lanciata dal compianto Pierre Celis), distribuito anche in ipermercati, ho assaggiato per la prima volta una Hoegaarden.
Devo dire che, come blanche, non mi ha affatto deluso. Una grana fine di schiuma compatta e bianchissima, soffice come alcume montato a neve ma con diverse bolle grosse. 
Il colore giallo paglierino dava riflessi quasi verdognoli, e si presentava giustamente torbida ma fluida come da stile.
Coriandolo e agrumato sono una piacevole conferma, con un olfatto mai invadente e con un citrico leggero. La carbonazione elevata e il profilo delicato aprono la strada per questa birra quando, tornati da lavoro a fine giornata, amaca e frigo si sposano perfettamente con il bisogno di quella mezz'oretta di relax personale.
Domina la freschezza e la pulizia in bocca da parte della CO2. Pur essendo una birra ormai commerciale da diverso tempo, resta "onesta" (cit.), e per qualità/prezzo ritengo sia consigliatissima per questa stagione.


Mi sono trovato a confrontare subito la Hoegaarden con un'altra blanche. Dopo diverso tempo mi sono ritrovato al Felix, birreria del mio paese, ed ho preso una Blanche des Honnelles.
Mi viene da dire che la schiuma era abbastanza diversa, la misura delle bolle soprattutto, qui molto più piccole. Le note agrumate erano più marcate di una Hoegaarden, ed anche l'importanza della birra non mi è passata inosservata. Si tratta, in effetti, di una "Dubbel blanche", ed i 6% v.alc. la caratterizzano per spessore, qualche segnale di etilico non coperto da un corpo pieno. In sostanza però risultava gradevolissima, con una predilezione ad adattarsi ai palati femminili. Palati da cui ho avuto subito conferma. E non poteva essere altrimenti, data la delicatezza

Lasciando il filone blanche, al fornitissimo Felix quella sera ho assaggiato anche altro. Ho bevuto una birra Extraomnes: la Bruin. Non sapevo, sinceramente, cosa aspettarmi da questa birra e questo birrificio. Non sono rimasto affatto deluso, però. Una birra che in prima battuta giudicherei davvero "non italiana", perchè senza artifici o arpeggi di creatività classici della tendenza del nostro Paese. L'ho apprezzata per la sua semplicità e sincerità, a cominciare dal nome per finire ad un bellissimo colore mogano e ad aromi di frutta matura ben inseriti nel profilo gustativo.
Alle boccate successive mi si è dimostrata anche piuttosto studiata, con una paio di esplosioni di gusto e note quasi di cacao e cannella. La gradazione alcolica non bassa ha influito pochissimo sulla beverinità, e la schiuma imperiale ha retto per tutto il tempo o quasi. Sicuramente una signora birra, forse anche sottovalutata nel firmamento italiano, forse per altri fattori esterni alla birra stessa.
Nota di rilievo, per me, è anche il formato della bottiglia: difficilmente si vede in giro una artigianale italiana da 33cl. A mio parere questo formato rende questa birra (ed in generale qualunque) ancor più competitiva con le mainstream belghe d'abbazia o trappiste. Dalle parti di Extraomnes, secondo me, hanno fatto un'ottima mossa, nei confronti del cliente in primis.

Sul mio tavolo ora una Chimay tappo rosso...che mi godo semplicemente sgranocchiando qualche tarallo per smorzare il dolciume ed il peso alcolico.
A volte non occorrono robe complicate, Disneyland o Gardaland (cit.) che dir si voglia. Le cose semplici e piacevoli sbaragliano qualsiasi concorrenza!

Cheers!

3 commenti:

  1. Visto che hai provato la Des Honnelles ti consiglio anche la Triverius De Graal tra le blanche più muscolose (titola 7,2°). Altra blanche che merita menzione la Witheer di Schelde!
    Extraomnes sono curiosissimo di provarle anche io.

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  2. Sempre per restare in "tema blanche" consiglio anche la St. Bernardu Wit.....meno robusta (5,5 abv)ma ottima secondo me :D

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  3. Estate a tutta blanche!
    Mi segno i suggerimenti, grazie ragazzi!

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