venerdì 3 giugno 2011

Che Puglia birrofila vogliamo essere?

La Puglia birraia pare si stia dando da fare non solo per la produzione, ma anche per la promozione stessa dei suoi prodotti.
Negli ultimi tempi si vedono fioccare sempre più eventi che coinvolgono le birre pugliesi in serate appositamente organizzate.
Una delle aree maggiormente organizzate ed attive si sta dimostrando il leccese. Diversi locali, infatti, stanno proponendo eventi di degustazione che offrono abbinamenti birra-cibo innovativi ed inaspettati.
Le birre Birranova sono servite ognuna con differenti pizze. Altro accostamento interessantissimo che ho letto qua e là a proposito di una serata è una riduzione di Primatia insieme alle ciliegie Ferrovia.
Leggo di Birrificio Svevo all'assalto degli abbinamenti di pesce alla manifestazione Slowfish di Genova. Molti, moltissimi sono gli eventi, non riuscirei neppure ad elencare quelli dello scorso mese.
I più ferventi luoghi del Salento, che sento spesso nominare, sono soprattutto:
Modò
Le Macare
Sono solo due esempi, ma giudicare dalle informazioni che ho, io suppongo che in queste occasioni si esalti la vena gastro-birrofila dei buongustai e dei birrai stessi, spesso coinvolgendo personalità come Kuaska, De Luca (che non conosco personalmente, ma la cui fama lo precede) ed altri.
Traghettatori di sensi e celeberrime papille.
Con frequenze e toni sempre differenti, il fenomeno delle degustazioni, a volte un po' esclusivo o d'elite negli intenti, prende piede un po' dappertutto qui nel tacco appulo.
Sicuramente sono ottime iniziative, sia per la promozione che per la crescita di una certa consapevolezza sensoriale.
Mi chiedo come mai, però, sbucano con frequenza ed impegno minori eventi più tipicamente "da pub", dove la birra non sia semplicemente coinvolta, ma vera ed unica protagonista.
Dobbiamo davvero, ogni volta,piegare il gusto di una birra a quello di un piatto? Non è un po' limitante?
E' conseguenza del pregio/difetto tutto italiano (o meridionale forse) di essere popolo di buongustai mangioni?
Fatta eccezione per i brewpub che solamente un paio di pugliesi della birra artigianale possiedono, il resto dei pub vedo si presta con qualche resistenza alla sola consacrazione della birra. Forse è qualcosa che derica direttamente dalla clientela, non lo escludo.
Attira di meno (o fa più paura) bere bene piuttosto che mangiare bene!
Forse noi italiani, che tanto ci vantiamo del nostro repertorio culinario, di fronte a quello bevereccio ci sentiamo piccoli piccoli...e siamo un po' fifoni di scoprirci ignoranti in tema, in questo caso, di birra.
E' questa la via che è destinata a prendere la nostra cultura birraia.
Mi farebbe piacere sentire qualche parere, birrai e professionisti compresi. Vorrei capirne di più.

8 commenti:

  1. Ciao Angelo!
    Sul: "Fatta eccezione per i brewpub che solamente un paio di pugliesi della birra artigianale possiedono, il resto dei pub vedo si presta con qualche resistenza alla sola consacrazione della birra".
    ...e il Prophet di Lecce? Loro hanno lo spirito giusto, non cavalcano l'onda della birra artigianale per moda, lo fanno per vera passione da tanti anni.

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  2. Certo...ci sono altre eccezioni Francesco, anche altri pub e birrerie, tra cui il Prophet sicuramente. La tendenza, però, la vedo in quella direzione...

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  3. Quando scemerà l'onda finiranno anche loro... di che ti preoccupi...

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  4. Mi preoccupo di un'onda troppo lunga e del suggerimento di un'identità d'elite che con la birra ha poco a che fare...
    Non vorrei che un giorno si pensasse di poter degustare una birra solo con determinati piatti e seduti ad un comodo tavolo piuttosto che in piedi in un pub circondati da decine di persone...

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  5. Caro Angelo, ritengo che sia solo un momento che passerà. Alla fine, quelli che propongono le serate sono ristoranti che hanno voglia (e intraprendenza) di entrare nel mondo della birra e per questo non posso che unire il loro *prodotto* (i piatti) con la birra.
    Poi fa moda, siamo in una terra votata al vino, siamo circondati da decenni dal vino e dai suoi comunicatori (ais, onav, gamberi etc), e uno dei principi del vino è l'abbinamento...
    Ma passerà. Passerà perché quante volte abbiamo detto: "questa bevetevela e basta!"? Tante, almeno noi.
    Noi forse siamo un passo avanti perché stiamo già lì ad organizzare gruppi di acquisto e di assaggio, a vederci solo perché "c'è da provare quella birra", o a darci appuntamento in un determinato posto esclusivamente per farci una birra e dire due chiacchiere.
    Ma quando la birra non sarà più "la novità", ma sarà "la normalità", allora smetteranno anche le smanie di abbinamento.
    Salute (e a domani, per provare quella birra ;)

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  6. Speriamo che la birra diventi "normalità" nel modo più normale possibile, con meno sofismi e con più passione possibili!

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  7. @Manila @jarret
    Quando vi vedrò a Castellana, nell'unico posto che serve birra decente, bere una pinta senza fronzoli allora vi crederò.
    Fino a quel giorno restate solo dei grandi atleti delle falangi.
    Senz'offesa eh...

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  8. Nicola, quando posso lo faccio, non credo di essere solamente un dattilografo...
    E' pur sempre una pagina personale, lo sai, un diario...scrivo quello che mi frulla, nell'intento di raccogliere pensieri sensati. Tutto qui.

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