lunedì 6 giugno 2011

I beer blog e l'influenza sul mondo birrario

Un diario online, da creare in pochi minuti ma da aggiornare giorno per giorno, o per lo meno frequentemente.


Un blog è questo, e lo è da due decenni quasi. Il fenomeno blogging trova terreno fertile in qualsiasi sacca di gente accomunata da qualche passione comune. La birra non poteva essere da meno, una delle passioni per antonomasia.


Il noto blogger Pete Brown racconta su Morning Advertiser che quando inaugurò nel 2006 quello che probabilmente è il primo beer blog britannico nel 2006, lo fece perchè il suo editore glielo consigliò, e lui cedette scrivendo qualche post con una certa riluttanza.
Pare che a distanza di un anno ci fossero circa 20 beer blog made in UK in rete, ed una comunità attiva di appassionati. Da allora la blogosfera birraia si è sviluppata, con linguaggi e regole propri e personaggi chiave.


Nel mondo, in realtà, si contano attualmente all'incirca 1000 beer blog attivi, intesi come blog aggiornati almeno settimanalmente con racconti di viaggi, bevute e storie di homebrewing.
Da Beer Blogger Conference, community americana capofila nel tentativo di mettere insieme tutti i blog, non sono in una anagrafa mondiale, ma anche in incontri veri e propri. Inizialmente solo negli States, da quest'anno anche nel vecchio continente (Londra, 20-22 maggio 2011), patria delle più prestigiose tradizioni brassicole.
Da qualche anno fa ad oggi, i più affermano senza remore che la percezione del fenomeno blog è cambiata: sempre più spesso i blogger hanno una funzione simile a giornalisti, critici o autori. Non è il caso mio, ma spesso si tratta di qualcosa di più del nome "blogger".
Il blogging è interattivo, immediato, personale. 



Le idee e le opinioni si diffondono istantaneamente. Molti brand di birre artigianali, caratterizzate da strategie di marketing aggressive, fondano il loro successo sul passaparola mediatico e sono debitori nei confronti di alcuni blogger pazzamente innamoratisi.


Citando persone che credono fermemente nei blogger ed in questa forma di comunicazione, Lorenzo "Marcos" accosta un blogger ad un publican: per lui è una sorta di guida, di consigliere, di ponte verso chi vuol saperne di più su una birra, un birrificio o su luoghi dove bene buona birra. 



In giro per il mondo come nelle realtà locali (obiettivo dichiarato di berebirra), l'importante ruolo di documentazione soggettiva dei blogger si basa su tutto ciò che papille e sensi captano in un pub o davanti a qualche ricercata bottiglia.
Raccontare la tradizione locale o l'impiantamento della cultura birraia ad altre preesistenti e dominanti (come quella del vino, per esempio) è uno dei compiti che personalmente cerco e spero di riportare tra queste pagine.
Questo blog è stato inserito nella succitata lista Citizen Beer Bloggers riportata su Beer Bloggers Conference, oltre ad essere usualmente intorno al 20° posto nella classifica dei circa quaranta beer blogs italiani (circa quaranta), redatta su Wikio mensilmente.


Mese dopo mese noto un lieve interesse verso queste poche righe che ogni tanto digito, e questi numeri (piccoli ma per me già grandi) sono la dimostrazione che qualcuno, in effetti, vuol saperne di più.
Birrai e pub farebbero bene - ed a volte fanno già bene - a captare ed incanalare questa voglia. Ed anche a dare spazio a testimonianze di homebrewing, consigli e pillole di chi fa sì che il proprio tempo libero sia inondato da qualche litro di birra fatta in casa. Per molti, infatti, rappresenta il primo e vero avvicinamento verso il processo di produzione e la maturazione di una consapevolezza di genuinità e qualità verso la birra.


Insomma: birra, pub e beer blogs sono fenomeni sociali. Ed ecco perchè blog e social network sono sempre più influenti nel parlare di birra e luoghi del buon bere insieme.


Cheers

3 commenti:

  1. concordo a pieno con quanto tu scrivi!
    Nel mio piccolo io cerco di parlare di birra legato alla città in cui vivo: parlo del mio homebrewing ma anche del mondo brassicolo di pisa.
    Anche io credo che i birrai ed i pub farebbero bene a sfruttare il web 2.O.
    ah, ti aspetto sul mio blog ;-)
    ciao a presto!

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  2. Certo Giuseppe, ogni tanto sbircio i tuoi post!
    Teniamo alte le bandiere del local brewing!

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