sabato 23 luglio 2011

Imbottigliamento della blanche Juice: che faticaccia!

Sono passati una decina di giorni. Non ho avuto testa e tempo adatti per raccontarlo, ma dell'imbottigliamento della blanche devo parlarne.

Stavolta le operazioni di pulizia e sanificazione sono state particolarmente faticose, almeno per me. Abbiamo beccato un pomeriggio dai comodi 35°C per lavorare con candeggina diluita in acqua bollente per preparare le nostre bottiglie.
Devo dire che ho sudato forse più della quantità di birra che avremmo imbottigliato. Un motivo in più per godermela, una volta giunta a maturazione.

Prelevata la birra dal frigo (dove l'avevamo deposta a 12°C per facilitare il deposito di proteine e lieviti morti), ci siamo resi conto di differenze di torbidità (o meglio, densità) dello strato superficiale rispetto allo strato inferiore.
Guardandola dall'alto sembrava ok, ma provando a spillare dal rubinettino le cose non andavano così bene. L'enorme quantità di residui proteici si andava ancora depositando in basso, forse nel tempo si sarebbe compattata ulteriormente. Ma i tempi erano ormai maturi per l'imbottigliamento, la densità specifica risultava 1012 per cui l'operazione andava fatta.

Per non rovinare il tutto, Ivan ha ben suggerito di spillare la prima bottiglia pur se torbide, così poi il restante strato di birra meno densa, posizionatosi al di sopra, sarebbe man mano sceso fino ad incontrare il rubinetto e finire nelle altre bottiglie. Devo dire che l'intuizione è stata ottima, rassicurante ed azzeccata dato che stava scendendo tra noi lo sconforto dato dal ritrovarsi una blanche decisamente troppo torbida.



E' proceduto tutto molto bene, altri piccoli problemi sono però sorti alla fine quando gli ultimi litri cominciavano a trascinare residui anche di luppolo in fiore. A quel punto è stato necessario adoperare delle garze sterili, messe in catasta, a bloccare questi residui e dare un'ulteriore (seppur non efficacissima) filtrata alla birra.

Alla fine di tutto posso dire di essere soddisfatto per come si sono evolute le cose, nonostante molta molta fatica e molto caldo.
Presenteremo anche questa birra al prossimo concorso Tribirra di agosto.
Nell'attesa è partito il toto-nome con relativa ideazione dell'etichetta, che mi sto già divertendo a creare...

Cheers!

2 commenti:

  1. - preparare lo zucchero del priming e metterlo sul fondo di un fermentatore sanitizzato

    - travasare dall'alto lasciando "la cacca" (cit. prof. Antonacci) sul fondo

    - imbottigliare la birra

    facile, no?

    RispondiElimina
  2. Diciamo che io preferisco zuccherare tutto e poi imbottigliare, mentre Ivan preferisce dosare lo zucchero per ogni bottiglia. Insisterò di più.

    RispondiElimina