mercoledì 10 agosto 2011

Tribirra giorno5, B94 versione 2.0 e fine del festival

Ultima serata di Tribirra.
Prima o poi doveva arrivare!

Per concludere in bellezza, ieri e la sera precedente, chi ha scelto di bersi qualche birra di B94 ha avuto modo di farsela spillare da Raffaele Longo in persona e di conoscerlo.
Le sue birre, ormai in ascesa sul territorio nazionale grazie a premi ed apprezzamenti ricevuti, sono andate a ruba durante il festival.
Ho avuto modo di conoscerlo ancora meglio e scambiare qualche parola in più.
Raffaele fa il birraio ma in realtà si sente ancora homebrewer. Instancabile perfezionista, porta avanti le sue ricette fino a possederne tutti gli equilibri e definirne il carattere dominante.
A Tribirra erano presenti la Della Cava, Noveber Ray, Porteresa, Terrarossa e Malagrika. Non saprei quasi quale scegliere tra queste, anche se la bitter Terrarossa mi fa sempre l'occhiolino e mi è capitato di cederle spesso. La Malagrika, poi, è la prima del filone delle birre legate al territorio salentino, grazie alla presenza della tipica cotognata (tradizionale confettura di mele cotogne) dall'equilibrio e dagli aromi freschi ed unici.
E' destinata a rappresentare questo filone da sola ancora per poco, dato che sono in arrivo altre due produzioni dal carattere territoriale.
Una è la Sant'Oronzo, brassata con aggiunta di caffè prodotto in Salento. Non è ancora chiaro cosa sarà, ma la ricetta base dovrebbe ricalcare una stout o una imperial stout.
L'altra è la Sant'Irene, una triple che prevede la presenza di miele di timo.
Le informazioni per ora scarseggiano e mi giungono solo per bocca sua, ed i tempi sono ancora in fase di definizione pur essendosi già messa in moto una prima fase promozionale.


A confermare questa sterzata verso elementi del territorio c'è anche una nuova etichetta, ricca di fascino e tradizione dall'aspetto barocco e sacrale. 

Chiudo qui questa e le altre parentesi sui birrifici partecipanti al festival, dopo averne brevemente riportato qualche dettaglio ed eletto le mie preferite, birrificio per birrificio.

Chiude le porte anche Tribirra stesso, con un alto afflusso di pubbico e con una cerchia di appassionati che vedo sempre più numerosa.
Sono anche molto compiaciuto di aver incontrato anche birrofili veri, venuti da lontano in vacanza in zona ed appositamente recatisi a Tribirra. Alcuni li ho nominati nel corso dei post giornalieri. Ad ogni modo, è bello aver visto che quest'occasione di incontro con alcuni birrifici pugliesi sia stata presa molto in considerazione, nonostante sia d'obbligo prenderlo con le dovute proporzioni rispetto ad altri eventi nazionali.

Confesso di essere anche molto soddisfatto per aver partecipato attivamente alla condivisione della birra artigianale con i visitatoi che mi sono capitati nello stand della selezione di birrifici meridionali. E' stata un'esperienza costruttiva, interessante perchè mi sono ritrovato faccia a faccia con un consumatore medio di birra. Ho cercato di illustrare al meglio delle mie potenzialità gli aspetti distintivi delle birre a disposizione rispetto a qualsiasi birra industriale, ma soprattutto ho imparato diverse cose sul servizio, sull'attacco di un fusto e sulla gestione di un bancone in generale.


Credo sia un bello ed importante tassello da aggiungere al mio puzzle.

Spero di replicare esperienze come questa nelle prossime eventuali occasioni!

Cheers!

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