martedì 21 febbraio 2012

Black Barley's, convivio calabrese con tante birre di livello


Bella la domenica in un pub.
Qui non avviene quasi mai, i pochi locali che puntano su birre artigianali di qualità non si sognano nemmeno di cominciare a riempire il locale di domenica pomeriggio o di offrire un luogo di incontro domenicale preserale.


Il Black Barley's di Corigliano Schiavonea (CS) ieri, era mezzo pieno già dalle 18.00.
E che gran bel pub poi. Arredamento in legno e poster di birre serie sulle pareti, una tap list con 10 vie più che interessanti.
Un bel frigo di novità ed un altro di contemplazione. Un vero e proprio santuario delle birre da invecchiamento che espongo in foto, ma in cui è possibile vedere una Bass ale addirittura del 1902, tra 8 diverse annate di Thomas Hardy's e le più antiche versioni delle trappiste (consiglio di cliccare sulla foto per zoommare sui nomi e sulle annate).
Gran bella idea quella di comunicare lo scorrere del tempo come valore aggiunto di certe birre, ponendo le basi per creare belle aspettative nella mente dei consumatori.

Dopo la valutazione del concorso per homebrewer le birre alla spina mi chiamano, e le mie papille assetate non vedono l'ora. Con i ragazzi di Beer Emotion Demetrio e Vincenzo mi imbatto in una Porterhouse Red, e mi rituffo nella Dublino che ho lasciato due anni fa. Pulita, amara quel poco che basta a sostenere il basso corpo e la sorsata ampia che si dà alla pinta. Ottima birra, nel suo genere in Irlanda non credo ci sia un concorrente.
Si continua, e con Francesco si passa su una dunkel weizen di Auerbräu, una bella carbonazione e beva spaventosamente facile per dei tratti di pulizia gustativa eccelsi.
Durante la serata non si poteva non provare la My Antonia alla spina anch'essa. Non avevo mai provato questa o altre imperial pils. Sicuramente è molto intrigante nell'aroma, con luppolatura abbondante ma non di quel pungente e penetrante delle classiche pils ceche. Il gusto è anch'esso pulito ma ridondante. Non ne vengo rapito, pur essendo sicuramente una bella birra i cui accenti forse stupiscono soprattutto gli americani.
Spazio per qualche birra fatta in casa, di cui la sorprendendemente delicata Laprima di Demetrio e Vincenzo, ipa con luppolatura neozelandese di Nelson e Citra. In più mi capita un assaggio di una porter di Corti passata in botte...non saprei dire di botti, ma uno spessore tanninico e ricco lo si può solo apprezzare.
Il generosissimo Riccardo dall'Abruzzo, oltre a portare con sè Andrea del beershop Arbiter Bibendi, riempie i suoi amici calabresi di tanta bella roba. Ed io che mi ci trovo in mezzo non posso che farmi coinvolgere.

Pink IPA, e quel suo soave olfatto appena pepato, che apre naso e stomaco ad una gusto moderatissimo ma anche estroverso. Faccio un rapido confronto con una birra al pepe rosa che da homebrewer avevamo provato a fare (chiamata poi Montezuma), e noto che poi alla fine una bella torbidità è presente anche qui, ma almeno resine e olii non guastano il gusto come nel nostro caso. Un'ottima birra italiana, non c'è che dire.
Si va avanti, non so neanche da quale busta sbuca fuori una Kriek Boon. Io e le fermentazioni spontanee non abbiamo chissà quale feeling, ma assaggio perchè mi manca. Acida sì, ma le ciliegie qui fanno un bellissimo lavoro. Immagino e do qualche sorso in più, in fondo pur non essendo un amante dello stile questa non mi è affatto dispiaciuta.
Sbucano anche un paio di pils tedesche, interessanti per uno dei tanti spunti della serata in tema di qualità e prezzi dell'estero rispetto alla scena italiana.
E poi succede che ci si sposta al bancone e sempre Riccardo (ehm...se non erro) tira fuori una super chicca. Beer Here Mørke Pumpernickel Porter, qualcosa di straordinario nel bicchiere per come viene ad intrufolarsi nel naso. La segale conferisce una caratterizzazione sicuramente avvertibile, conferendo morbidezza e rotondità che non credo di aver mai provato in una birra. Un'armonia introvabile, un velluto liquido appallottolato e racchiuso in un pugno nero.


Si conclude, tra tiri a freccette e deliri vari, con una Rochefort 10. Comune ma mai banale, fresca mi appare quasi impossibile ma col tempo le torna la sua temperatura ed a me torna la memoria. Degna di una chiusura in grande stile.

La serata concludendosi mi ispira appagamento, grato al publican Emanuele per la grande disponibilità con me e con tutti.
Ancora grazie a Francesco per avermi dato anche modo di poter essere lì, altrimenti avrei continuato a vedere queste birre in foto, ed ai compagni di bancone!

E nonostante avessi voluto bere qualcos'altro, mentalmente non ce la faccio proprio a mettermi a fare delle scelte su se e cosa portare a casa. Lo stordimento prende il sopravvento.

Ed uscendo ancora quel frigo paradisiaco.

Fortunati i calabresi di Corigliano, ad maiora Black Barley's.
Magari ci fosse nei paraggi qualcosa di simile.
Per me 180 km spesi più che bene!

Cheers!

2 commenti:

  1. Ciao Angelo! Bentornato in Puglia! Ci si rivede presto dalle tue parti, ma ti aspettiamo nuovamente giù non dimenticare! Son contento che l'esperienza ti abbia divertito e appagato, il Black Barley's non poteva essere posto migliore per iniziarti a Beer Emotion ;-)

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    1. Certo Francesco. La compagnia e lo spirito associativo sono stati degni di nota. Ti confesso che non mi aspettavo un tale livello birrario, il Black Barley's non ha niente da invidiare ad altri locali di fama nazionale!
      Spero di affacciarmi presto da quelle parti.
      A presto Francesco!

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