mercoledì 15 febbraio 2012

Cominciamo male: doppio bidone, se non fosse per Doppio Zero

Niente, questa Settimana della birra artigianale è cominciata proprio male.
Pur di bere qualcosa sono stato costretto a ricorrere alle scorte in cantina.

Lunedì il programmino prevedeva una bella fuga, anzi...una vera e propria zingarata, in quel di Cistrenino. Circa 80 km di curve, tra andata e ritorno, per poter approdare in uno dei paradisi dei beer hunter, il Nincasi.
Provando a chiamare il numero per le prenotazioni, però, qualcosa risultava strano.
Il lunedì non ci risultava giorno di chiusura, ma il telefono risultava spento.
Possibile abbia cambiato la chiusura? Possibile sia addirittura in ferie?
Che si fa? Si rinuncia per un semplice sospetto? Qui si fa l'Italia o si muore (cit.)
Basta, ci andiamo lo stesso, non è possibile sia chiuso.
Tac...mezz'ora di strada per essere smentiti da una saracinesca inequivocabilmente abbassata.
Bestemmie varie in lingue morte...ma fortunatamente il piano B prevedeva un'ottima pizza napoletana. Ma veramente napoletana, al celebre DoppioZero, sempre Cisternino.
Non è stata certo una scialba Bonne Esperance a consolarci. Fortunatamente, però, sempre di cereali si è parlato. La monumetale professionalità di Bartolo, proprietario del locale, si è manifestata non solo nella qualità della sue pizze, ma anche nella chiacchierata a seguire sulle farine, sulle scuole di pizzaioli napoletani, sulla qualità di questo prodotto tutto da esplorare.
Penso di essere una buona forchetta, eppure non mi piace perdermi in descrizioni gastronomiche con voli pindarici. Però, c'è da dire che dietro a farine, lievitazione, metodi e modi di lavorare gli impasti c'è tutto un mondo, e ne comincio ad avere la conferma ad ogni piccola esplorazione come questa.
E ripenso all'osservazione di non ricordo chi (vuoto...mi aiutasse chi può...) che parafrasa Kuaska.
Non esiste la pizza, esistono le pizze (semi cit. ...forse è sua anche questa)
E comunque al Nincasi si ritorna, nonostante sia sempre complicato prenotare, andarci e capire quali birre sonoo disponibili e quali invece no. Ed almeno una birra in più credo ce la meriteremo!

E ieri...martedì...ecco finalmente un'occasione imperdibile.
Serata bavarese presso La Cantina della birra. Stavolta non si scappa, si comincia sul serio la settimana: birra in botte a caduta, no-stop con stanghette per misurare quanto di diverti.
Amici vicini e lontani convinti a venire, pianificazione del cibo da incorporare nello stomaco prima della serata fiume, itinerario pianificato per prelevare partner e compagni. Ci siamo.
Ah...ci si mette anche qualche fiocco.

Ma che belli ora i fiocchi.
Ma guarda, altri fiocchi.
Ok...ora basta, se no forse i miei amici non vengono.
Dai...basta. Come ci arrivo ora? Ma quando smette? Ma quanto ghiaccio ci sarà?
Ce la faccio con questa macchina ad arrivare, ma soprattutto, a tornare sano e salvo?
Ghiaccio + birra...si sa, non vanno d'accordo nè in bicchiere nè fuori dal bicchiere.
Niente: rammarico gigantesco per un evento che desideravo sul serio. Una delle poche occasioni in cui una normale birreria italiana si trasforma in una vera birreria "europea", con consumi, chiacchiere, folla e divertimento tutte sopra la media italica.
Faccio un giro di chiamate, e nessuno se la sente di rischiare. Per cui, abbandono definitivamente l'idea.
La serata pare si sia svolta ugualmente, e pensare a questo mi ha reso ancora più rammaricato.
Qualcuno c'è stato? Chi mi racconta come è andata?
Chissà se qualche botte di Trebbiana ha resistito e sarà ripresentata un'altra sera. Voglio illudermi.

In mancanza d'altro...decido di non poter fare altrimenti: prendo una Schlenkerla Marzen e quella Germania mi si svela nel bicchiere.
Sempre piacevole, parla di bosco e di climi continentali.
L'affumicatura si palesa al naso, un affumicato dolciastro e morbido. La mia frittata non è il massimo per notarne tutte le sfaccettature, ma ne esalta il calore  e la pulizia nel gusto. Un sapore liscio ma decisamente maltato, un legnoso non ingombrante nè spigoloso, suadentemente distribuito e presente nell'anima dei malti, a raccontarne la sincerità della loro produzione.
Non puoi non pensare all'importanza della maltazione quando la bevi. Non puoi non pensare a come ogni operazione, come l'affumicatura tramite il noto legno di faggio, influisca sul prodotto finito e lo stravolga se fatta ad arte.

E' una di quelle amicizie sicure e con cui non hai che da essere sincero, senza formalità e senza sofismi eccessivi.
Ci si parla con pochi vocaboli e ci si capisce perfettamente

Stasera, però, si beve in compagnia.
Non vorrei passare nè per ladro nè per spia.

2 commenti:

  1. Quella delle pizzE - che sicuramente l'avran detta in molti - l'hai comunque sentita durante qualche serata con Kuaska a Triggianello, quando parlavamo di abbinare le pizzE variegate alle birrE

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