venerdì 27 aprile 2012

Andare alla "radice" dell'homebrewing: l'homegrowing, coltivarsi il luppolo


La mia prudenza mi è compagna in tutto, perfino in qualcosa che di suo potrebbe già rappresentare una novità entusiasmante e che avevo voglia di raccontare a tutti subito.

A febbraio, come tanti altri homebrewer ormai ardenti di passione birraria, mi sono affacciato su forum di appassionati alla ricerca di informazioni su qualche modo per ottenere i famosi rizomi di luppolo.
Si tratta di radici laterali di piante già adulte, che se recisi e ripiantati danno vita a germogli e nuove piante.
Bene. Sul forum di Areabirra, leggendo delle offerte per ottenerli, ho pensato di richiederne (in cambio di un rimborso) alcuni al mitico sig. Pedretti. Dopo aver valutato spesa etipologie di luppolo che potevano interessarmi, sono andato dritto dritto su 5 qualità.
Queste sono alcune da amaro, alcune da aroma, e contemporaneamente alcune di provenienza inglese, altre americana ed altre tedesca.
Le qualità sono: Tettnanger, Hallertau Mittelfruh, Fuggle, Challanger e Columbus.

Mi sono giunti i primi giorni di marzo. I consigli sono quelli di metterli subito in vaso se non si ha disponibilità di piantarli in terra, per poi interrarli a pianta avviata. Ad ogni modo è necessario terriccio per facilitare la creazione di radici che vadano in profondità e diano una buona base di partenza alla pianta.
Personalmente disponevo già di un fazzoletto di terreno in cui piantarli, per cui mi sono messo all'opera. Ho letteralmente zappato (per la prima volta nella mia vita, credo) una striscia di terreno, e preparato le fosse. I rizomi vanno interrati per circa 10-15 cm, e poi ricoperti di terra.
Fatto ciò, per non rischiare di calpestare tutto, ho messo delle cannette anche per permettere ai primi centimetri di pianta di arrampicarsi. Non l'avevo detto che è una pianta rampicante? Ecco, per chi non lo sapesse, lo è.



Ho portato molta pazienza. I germogli non sarebbero usciti prima di una decina di giorni. Ma passati quei giorni, ancora niente.
Stavo cominciando a perdere le speranze, e nella disperazione stavo continuando ad innaffiare. Per poi scoprire che mettendo troppa acqua rischiavo seriamente di far marcire i rizomi invece che facilitarne la crescita.


Dopo un'altra decina di giorni (e siamo a venti) finalmente spuntano i primi germogli. La prima piantina a spuntare è stata...il Tettnanger, luppolo nobile tedesco, che tiene subito fede all'impegno di crescere.
Tiro un sospiro di sollievo nel vedere che almeno una piantina potrò farla crescere. Qualche altro giorno e spunta il Mittelfruh, che bello. E poi ancora il Fuggle, di cui non ero sicuro perchè spuntato a dicei centimetri dal punto previsto (evidentemente ha incontrato pietre o ostacoli). Tre su cinque mi sembra già ottimo. Spunta anche il quarto, benissimo.
Qualche giorno fa anche il quinto...alè!
Si può cominciare a pianificare la costruzione di una struttura che sostenga le piante.

La lunghezza che raggiungono arriva fino a 6 metri, per cui bisogna prevedere qualcosa di simile alle vigne, ma più alte e con più distanza da una pianta all'altra.
Intanto è davvero un bel vedere lo sviluppo che ha preso il Tettnanger, con foglie già belle grosse e già prese di mira da qualche bruco. Qualche foglia è già mangiucchiata, ma ho saputo che un semplice modo per evitare questo banchetto è spruzzare un po' d'acqua e sapone per piatti. Ci proverò direttamente domani, queste foglie devonoavere più superficie possibile per permettere alla pianta di prendere luce ed energie vitali per svilupparsi.

La piantina, come previsto per tutte, si è arrampicata in senso orario. E' stupefacente osservare come possano contenere questa informazione, ad ogni latitudine e in ogni tipo di occasione. A spirale ha compiuto già quattro giri attorno alla canna, bellissima da guardare.

Questo è il primo di una serie di aggiornamenti su questo mini luppoleto che sto tirando su.
Il prossimo passo importante, al di là delle prime cure da portare alle foglie e allo sradicamento delle erbacce che minacciano i luppoli, sarà quello di costruire una struttura in legno, resistente al peso ed al vento, che sia un bel sostegno.

Tutto questo sognando settembre, mese di raccolta, essiccamento ed utilizzo in qualche birra (queste sì che potrei chiamarle birre agricole!).

Cheers!

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