mercoledì 23 maggio 2012

Chi non beve in compagnia...

Più che degustazione, si è trattata di vero "aperitivo" pomeridiano, a fine giornata.
Per occasioni piuttosto serie ci siamo incontrati con amici di Luppulia presso Fermento, il beer shop di Bari.
Mese dopo mese noto che l'assortimento aumenta, così come il numero di persone che si buttano sulle spine o sulle bottiglie a fine giornata lavorativa.
Buon segnale sicuramente.

In prima battuta ho smezzato due birre dello storico birrificio Lambrate, che insieme al birrificio Amiata rappresentano due belle sorprese. Era ora che anche dei pilastri della birra artigianale arrivassero in Puglia per gli appassionati.
Dicevo...il primo assaggio è stata la Montestella di Lambrate. Una helles da 4,9%alc., caratterizzata da una schiuma molto pannosa e dall'odore invitante e leggermente floreale. Non sono i soliti luppoli modaioli, e menomale.
La trovo molto invitante, anche in bocca si sente una certa pulizia. Il maltato è molto presente, ma è molto facile berla ed accompagnare questo leggero amaro durante la boccata.

Altra birra di Lambrate che ci facciamo stappare è la Ortiga. E' una golden ale da 5%alc., e da quanto ho appreso in questi mesi dai vari forum e blog (quello di MoBI in primis, ma anche su Hoppy-Hour), si tratta di una più recente versione della Ortiga originaria, spillata al brewpub milanese Lambrate.
Assolutamente molto piacevole, con qualche luppolo americano o neozelandese che si intuisce negli agrumati ma che conferisce fascino al naso ed in bocca. Molto bello il finale amarognolo, piacevolissima da sorseggiare ripetutamente.



Dopo due birre chiare seppur diverse, passo ad un paio di birre scure.
La prima è la Oatmeal Stout di Anderson Valley. Che dire...fenomenale l'impronta dell'avena, molto ben bilanciata in amaro appena percettibile. Schiuma favolosamente caffettosa, e gusto morbido e rotondo che non puoi dire di no. Questo birrificio americano, che mi aveva già conquistato con la sua Boont Amber Ale, mi convince sempre di più. Approfitto per portare a casa la Imperial IPA, così completo il giudizio per quello che posso.

Si conclude con un pezzo davvero forte. Si va in Olanda, con De Molen e la sua Tsarina Esra. Il colore è davvero impenetrabile, mentre la schiuma si erge sontuosa ad innaffiare di note tostate le nostre narici.
In bocca è sorprendente. 11%alc e non sentirli. Carbonazione alta e dolcezza iniziale sostenuta. Una grande birra sul serio, più che impegnativa ma sicuramente non così marziana riguardo il tenore alcolico.
Sicuramente tracce di avena anche qui e vagonate di malti tostati, amalgamati bene e soffici nel corpo, mentre sono assenti note grasse o di salamoia per questa imperial porter davvero esaltante.

Saccheggio una Saison Dupont in offertissima, e torniamo a casa soddisfatti sia delle chiacchiere che degli acquisti ed assaggi!
Il tavolo che ci lasciamo alle spalle è abbastanza inquietante...

Cheers!

Nessun commento:

Posta un commento