venerdì 22 giugno 2012

La tappa al Groove di Matera del progetto Irriverence


Attratti dall'esclusività dell'evento, approfittando di una serata abbastanza libera ci siamo recati a Matera presso il Groove, locale attento sulle birre artigianali italiane e di qualità.
L'occasione era la presentazione della nuova beer firm Irriverence.
Forse il termine sta un po' stretto: è alla luce del sole il fatto che sia una selezione di birre brassate in birrifici amici e fidati, per cui l'ideatore Stefano Allera potremmo tranquillamente chiamarlo gipsy brewer.

Una definizione che forse calza anche meglio dato che lui stesso distribuisce, anzi proviene proprio da anni di distribuzione di grandi e piccoli marchi italiani e stranieri, e sicuramente portare avanti entrambe le cose porta qualche bel vantaggio in termini di controllo e di selezione.
Stefano Allera, come annunciato via web, era presente e disponibile per chiacchierare a proposito di birre e delle sue birre.

Per recuperare i liquidi persi durante la caldissima trasferta fino a Matera, ci buttiamo prima su una Schonramer Pils. Prodotto molto pulito, forse anche troppo filtrato data la brillantezza e trasparenza al limite dell'imbarazzante. Ottima pils tedesca, dove la parte maltata prevale su quella amara da luppoli un po' assente o nascosta molto bene (circa 40 IBU) da un mielato corpo dolce. Schiuma favolosa.

Fra le tre birre Irriverence a disposizione, cominciamo con la blanche White Noise, brassata presso il birrificio Endorama (BG). Ottima la temperatura di servizio, si avverte la speziatura tipica dello stile anche se appena al di sotto di quanto mi aspettassi. Schiuma pannosa e persistente il giusto, al gusto sembra migliorabile nonostante il risultato generale buono.
Carbonazione un po' bassa, spezie che hanno dato una certa astringezza ed un gusto che non saprei descrivere meglio se non con "acerbo".
Beverinità però alta e corpo sottile quanto basta, con 4,5% alc.

Dalla blanche passiamo a quella definita "session ipa", ovvero la Verne, nata nel Birrificio del Ducato (PC). Non pensata come una delle tante IPA, bensì una India Pale Ale che si mantiene bassa sui 4,5% alc. e punta anche qui sulla facilità e velocità nel bicchiere.
Al naso spiccano subito aromi di pesca ed un taglio floreale erbaceo, e facilmente si riconoscono Citra e Cascade, con un certo dry hopping data l'intensità e la persistenza di queste note. In bocca è una continuazione del discorso olfattivo, ed il contributo del luppolo continua a farsi sentire conferendo nel finale anche un bell'amaro abbastanza deciso. Forse la carbonazione qui è eccessiva, ed un po' rema contro il concetto di "session" che è stato ben costruito, a mio parere, sull'equilibrio di questa IPA, stile che notoriamente fa pendere l'ago della bilancia decisamente verso l'amaro.
Ma va via velocemente dal bicchiere, per cui alla fine contano i fatti!



Si chiude con la terza ed ultima birra, la Black Silence, anch'essa realizzata da Endorama. Si tratta di una oatmeal stout da 4,3% alc, presentata semplicemente come stout. Al naso si avvertono subito sensazioni di fave di cacao, seppur la temperatura relativamente fredda. In bocca il corpo è facile seppur non acquoso, la schiuma tiene bene e l'impronta dell'avena è non invadente ma efficace per rotondità ed una parte leggermente acidula sgrassante.
Non ci sono molte parole da aggiungere perchè sembra essere la più in forma delle tre Irriverence, forse migliorabile anche qui la carbonazione leggermente bassa. Ma anche qui il bicchiere si svuota in fretta.

Sicuramente un trio d'esordio non male, che può solo migliorare soprattutto sulla carbonazione ma non sulla filosofia e sull'approccio agli stili e alla semplicità.

In tutto ciò la cornice del Groove è stata un bel contorno. Il locale ha un aspetto molto giovane ed elegante e dà una forte impronta moderna. Seppur concentrandosi sulla birra artigianale con 6 vie ed una parete allestita a mo' di beer shop, c'è anche un discorso di ristorazione e di servizio di fascia medio-alta. E' un contesto in cui la birra artigianale ha un grosso spazio, presentata ed offerta in maniera impegnata piuttosto che popolare e vissuta. La lavagnetta con le birre alla spina disponibili a me piace sempre tanto e l'ho apprezzata.
Sicuramente il Groove rappresenta il nuovo corso dei locali birrari, che spesso si presentano appetibili e luccicanti per avvicinare fasce sempre più ampie di pubblico, ed i risultati sicuramente arrivano.

La disponibilità e la frizzantezza del padrone di casa Gaetano è sicuramente un punto in più, così come ottimi sconti per birre da asporto e birre servite a tarda ora e l'ottima apertura verso interessanti birre americane così come italiane ed europee.
Mi aspetto e mi auguro conquisti sempre più spazio nel cuore dei materani e che rafforzi la sua fama in questa nostra parte di sud.

Cheers!

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