Finalmente assaggi delle birre di Decimoprimo



Una delle prime uscite di Decimoprimo non poteva passare inosservata.
Nonostante qualche impedimento sono riuscito ad essere presente da Infermento, Polignano a Mare, per conoscere il birraio Michele e le sue birre e partecipare a parte della serata condotta da Manila Benedetto.

Parto con la cream ale Karibu. Bella schiuma compatta e cremosa, gusto rotondo e morbido nonostante l'utilizzodi solo malto d'orzo, senza aggiunta di altri cereali che contribuirebbero a dare queste caratteristiche e di cui supponevo la presenza.
Corpo abbastanza pieno, lieve nota maltata di fondo e leggero amaro che pian piano cresce nel finale, di boccata in boccata. Soli 17 IBU, pochi ma buoni. Solo la carbonazione è un po' spinta, con una alta fermentazione ma sotto i 20°C, come racconta Michele.
Gusto più pulito, meno irruenza causa esteri, bella birra. Anche lo stile è un bel passo proporlo, tra l'universo lager commerciali da un lato e le classiche American pale ale dall'altro, a dominareil campo delle bionde di facile approccio.

Salto subito alla India Pale Ale D-Day. Sento subito qualcosa di nuovo, di diversodalle solite IPA. Naso sicuramente inglese, e Michele mi conferma la presenza di luppoli prettamente inglesi con un solo americano, nella mischia non influente.
Invoglia subito ed in bocca si manifesta per un amaro subito pronunciato, resinoso e penetrante. Non la classica IPA che si trova, ovvero esempi di American IPA. Questa sembra probabilmente vicina alle versioni originali inglesi dello stile. Il caramello si fa vedere ed il profilo "puzzolente" inglese ne fa una birra fuori dalle mode del momento, pur essendo paradossalmente uno degli stili più ruffiani.
Onore al merito della scelta anche di questa birra.



Mi porto a casa una bottiglia di Jouissance, una belgian ale da 6,5%alc., con la licenza brassicola dell'uso di spezie esibisce in etichetta "Spiced Belgian Ale".
Questa me la son portataa casa per berla con calma, causa serata un po' travagliata.
Schiuma compatta anche qui, con bolle a grana fine e persistente nel tempo. Avvicino il naso e sento note lievitose di banana, crosta di pane e paglia. Molto invitante, come tutte le Decimoprimo, dove il naso racconta già la birra.
Prevedibilità che non vuol dire noia ma lealtà e cura. In bocca l'attacco è dolce, vira piacevolmente su note mielose molto piacevoli. Il corpo medio aiuta la bevibilità, il grado alcolico lo senti solo a fine bicchiere. Luppoli usati con eleganza e con mano ferma, note speziate di arancia soprattutto al retro naso, quando la birra si scalda un po'. Finale che non è nè secco come una Tripel, neppure asciutto come una saison. Belgian ale lo è e con un suo stile.
Forse la migliore delle tre. Se voleva essere omaggio al Belgio e legame con i classici godimenti di dolcezza ed eleganza, è sicuramente un esperimento riuscito.

Nel complesso Decimoprimo mi è sembrato avere le carte in regola per rappresentare il lato più avanguardista della birra pugliese, ai primi posti per aderenza a stili birrari non da interpretare ma da seguire.
Il formato delle bottiglie, da 25cl e 50cl, sicuramente mette l'accento sulla distanza dal mondo artigianale italiano fatto di alta ristorazione e bottiglie da dividere con altri.

Ritengo che anche la ribalta nazionale dovrebbe accorgersi di questo interessante e scaltro progetto, ancora una volta proveniente dall'attivissima Puglia.

Qualche info anche sui luoghi in Puglia dove è possibile trovare Decimoprimo.

In bocca al lupo ancora a Michele!

Cheers!

Commenti

  1. Grazie per gli apprezzamenti Angelo e crepi il lupo!!!
    Se non ci sarà altra occasione per vedersi prima (ma suppongo che ci sarà, visto che saremo dalle tue zone per altri eventi) rinnoviamo a te e a tutti i soci di luppulia l'invito in birrificio.
    A presto.
    Michele (birraio Decimoprimo)

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