sabato 24 novembre 2012

Equilibrista, nomen omen


Che dire, un'altra seratona da Infermento della serie di occasioni che Luppulia sta dedicando alla conoscenza dei grandi birrifici italiani.
Dopo quella dedicata al Birrificio del Ducato qualche mese fa, stavolta la ghiotta occasione era quella di avere fusti di Birra del Borgo, birrificio in piedi dal 2005 a Borgorose (Rieti).

Salto la cronaca delle prime tre birre, già raccontate sul sito Luppulia a questo link, per balzare ad una birra sorprendente. All'inizio sembra la solita birra col vino "all'italiana", poi una fermentazione spontanea ed infine si mostra per quello che è.
Giuseppe sorprende tutti con questa chicca, inizialmente non prevista per la serata. Si tratta dell'Equilibrista, una delle birre sperimentali del birrificio laziale. Brassata impiegando la ricetta della loro birra al farro (Duchessa) con l'aggiunta in pari quantità (50:50) di mosto del vitigno Sangiovese (che entra nella composizione di vini Chianti), e successivamente sottoposta al metodo Champenoise

L'ambiente di Infermento, metà birreria metà vineria, è il luogo più adatto per parlare di una delle tante creazioni dei birrai italiani che, in assenza di tradizioni birrarie, si sono lasciati andare in questi anni a sperimentazioni e creatività attingendo dalla tradizione enologica che invece è ben radicata. Questa birra  è però davvero sorprendente. Al naso sembra di avvicinarsi a fermentazioni spontanee come kriek o framboise dai sentori nettamente lattici, aiutati anche dal colore quasi rosato molto limpido (conseguenza del metodo Champenoise utilizzato). In bocca invece è davvero diversa, quasi un rosato più frizzante del solito e più robusto. L'essenza delle impressioni è nel nome, mai fondamentale come in questo caso, in cui più che il caso si palesa la volontà del birraio di giocare con i due mondi senza far prevalere nessuno. Ben 10,9% chissà dove sono scomparsi mentre ci accompagna verso fine serata una deliziosa mousse con frutti rossi.
Ho trovato anche un bel video, tra il serio ed il faceto, dove si spiega meglio (per i vino-ignoranti come me) tutto il processo che ha portato alla produzione di queste birra che non sono riuscito a schiodarmi dalle mani. Sarà stata l'esperienza "spontanea" in Belgio che forse mi ha avvicinato verso i confini del mondo birrario...non so...



Abbiamo scoperto una fetta del mondo di Birra del Borgo, con due birre su quattro in fusto, e non possiamo che ritenerci soddisfatti di aver condiviso con i sempre più interessati partecipanti queste belle emozioni liquide. Un grazie a Giuseppe ed allo staff di Infermento, socio sostenitore di Luppulia.


Cheers!

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