lunedì 10 dicembre 2012

BirrApulia, il nuovo micro pugliese che parla tedesco...per davvero!

Questa che sto per descrivere è una delle più interessanti storie della scena birraria pugliese, in cui difficilmente avremmo immaginato sviluppi di questo tipo.

Tutto nasce da un aggiornamento sulla lista dei birrifici sull'anagrafe birraria microbirrifici.org.
Qualche giorno fa ho casualmente notato che il numero dei pugliesi risultava pari a 22 birrifici, quando invece ne ricordavo 21. Vado ad aprire la pagina della Puglia, e vedo effettivamente un nome nuovo: BirrApulia.
Curioso cerco di scoprire dettagli e noto anche un indirizzo mail. Inizialmente non ci faccio caso, ma poi vedo un nome ed un'estensione che fa pensare ad un recapito non italiano.
Provo a scrivere una mail ed a contattare il titolare, ed ottengo subito risposta.
Si tratta di un micro birrificio nato ad Ostuni (BR) il cui birraio si chiama Oliver Harbeck. Non è difficile capire non si tratta di un cognome pugliese, infatti vengo a capire che il mastro birraio è di nazionalità tedesca.
La cosa si fa ancora più interessante.
Questo sabato mi sono trovato nelle vicinanze di Fasano, ed allora ho deciso di contattare Oliver e di allungare fino ad Ostuni per incontrarlo e visitare il suo impianto.
Ha luogo una delle pratiche che più amo, il beer hunting. Seppur in una versione locale, l'adrenalina nell'andare a caccia del luogo dove nascono birre di qualità dà le stesse sensazioni di quando si viaggia per pub o birrifici interessanti all'estero.

Devo dire che ero piuttosto entusiasta per questo incontro, vuoi perchè c'è sempre una certa emozione nell'accogliere un altro birrificio nella famiglia pugliese, vuoi perchè avrei avuto modo di parlare con un birraio tedesco trapiantatosi in Puglia.
Dopo qualche difficoltà per raggiungere il posto (in verità, tutt'altro che irraggiungibile), finalmente trovo la sede del birrificio.
Oliver mi saluta e mi accoglie molto cordialmente e superiamo subito la fase dei convenevoli per parlare di birra e non solo.
Il suo impianto è da 2,5 hl ed è stato assemblato dallo stesso Oliver, con acciaio in inox proveniente dalla Germania integrato a componenti realizzati in Puglia. I fermentatori sono ben 4 da 4 hl l'uno, ma il pezzo forte è la cella a temperatura di 4°C con 4 fermentatori da 10hl l'uno, più1 maturatore (tank).
Come è facile intuire da queste caratteristiche, Oliver produce birre a sola bassa fermentazione. Non si tratta dell'ennesimo esperimento pugliese con gli estratti. Ovviamente solo all grain, niente scherzi.
Al momento le sue birre si chiamano "Birra Lager" e "Doppio Malto". Sicuramente i birrai italiani ci hanno abituati a nomi più originali, ma cominciando a conoscere Oliver capisco che è sicuramente la sostanza quella a cui dedica più attenzione rispetto alla forma.

Mi racconta del suo trasferimento definitivo in Puglia, per scelta, e degli incredibili problemi legati alla burocrazia, al pagamento delle accise e alla grandissima rigidità degli addetti degli uffici doganali in merito ai criteri ed ai modi di produzione. Scattano immediati i parellelismi con il mondo tedesco, dove sono molto più snelle le leggi che riguardano apertura e produzione ma dove, di contro, il mondo birrario è diventato alquanto noioso e stantio.

Oliver è arrivato in Italia da un anno pur avendo avuto già contatti precedentemente, e durante quest'estate le sue birre sono state già in giro per la città bianca e non solo. Per lui questo movimento italiano è sorprendente ed è davvero entusiasta nell'assistere a questo fervore che invece in Germania non c'è. I motivi sono tanti, tra l'altro mi conferma che il famoso Editto di purezza (Reinheitsgebot) è tutt'ora vincolante per le produzioni (non è possibile aggiungere zucchero, non è consentito il dry-hopping, non è concesso l'uso di spezie...ecc). L'Italia, per contrasto a queste regole tradizionali, rappresenta l'evasione, la libertà creativa.


Ne approfittiamo per parlare di rifermentazione in bottiglia, ed egli stesso mi conferma che le sue non sono rifermentate. Principalmente mi confessa che a lui come ad altri in Germania solitamente non piace il residuo di lievito sul fondo, nè la sua influenza gustativa sulla birra finita. Le birre di Oliver, infatti, vedono il naturale depositarsi del lievito sul fondo dei fermentatori durante il processo di lagerizzazione, quindi ovviamente non sono necessarie la pastorizzazione e la filtrazione.

In effetti, quella della rifermentazione rappresenta non proprio una esigenza tecnica (in alcuni stili europei), bensì un costume che i birrai italiani solitamente assumono per buono per qualsiasi stile birrario, mentre è più propriamente una caratteristica della scuola belga ed anglosassone.

In tutto ciò non ho ancora detto che Oliver in Germania, dopo aver studiato a Monaco per 3 anni da birraio, ha lavorato per circa 20 anni in un birrificio in Baviera (dovrebbe essere Wieninger) dove lui era uno dei 12 mastri birrai! Come è noto, in Germania non ci si può avvicinare a questa professione senza conseguire un titolo, cosa che invece è concessa in Italia ma non solo. Ebbene sì, direi che a conti fatti di esperienza ne ha eccome.
Le chiacchiere sono tante, non mi accorgo neppure delle ore che passano. Oliver è molto di compagnia ed ammira il movimento italiano, in cui ritiene ci sia molta più conoscenza, interesse e cultura rispetto alla sua Germania. Tuttavia vuole portare il contributo della cultura tedesca piuttosto che buttarsi nella mischia delle sperimentazioni (almeno al momento).
Ultimo capitolo quello dei costi delle birre. A dispetto del peso dei costi dell'impianto piccolo e del peso delle accise (come sappiamo in Italia è di circa 2,30 €/hl Plato, mentre mi dice che in Germania è di appena 0,30 €/hl Plato...non so se mi spiego!!!), le sue birre sono tutt'altro che costose. Allo spaccio le 33cl viaggiano sotto i 3 €, mentre le 75cl sotto i 5 €. Si tratta di prezzi di tutto rispetto e molto accessibili, lontani da certe batoste a cui alcuni micro italiani ci hanno quasi abituato.
Concludendo, è stata una gran bella chiacchierata quella con Oliver e traspare dalle sue parole la grande capacità tecnica e gestionale che ha acquisito nel tempo e che ora vuol provare, con tutto diritto, a mettere al servizio di un suo birrificio.
Forse si tratta del primo birraio tedesco a venire ad unirsi al movimento italiano, dovrei proprio verificarlo.
Di sicuro Oliver è il primo birraio tedesco a produrre in Puglia, a fare quasi un percorso inverso rispetto a noi appassionati amatoriali o professionisti che piuttosto sognamo di lavorarci in Germania, o almeno di frequentarla birrariamente.
Ritengo questa ventata di "purezza", di stili tradizionali, possa essere molto utile al nostro movimento per avere un interlocutore di una delle culture birrarie più influenti e più difficili da incarnare ed interpretare.

Ovviamente ho portato a casa le sue birre. Si tratta di una lager da 5,7% alc e di una doppelbock da 7,5% alc. Le sue prossime due produzioni saranno una weizen ed una pilsner.
Le assaggio tra qualche ora, intanto questo è quanto avevo da raccontare e condividere.
Ne parlo nel prossimo post.

Grazie ad Oliver ed in bocca al lupo a BirrApulia.

Prosit!

2 commenti:

  1. auguri oliver !!!!
    spero un giorno di conoscerti

    RispondiElimina
  2. Ciao Angelo, sono Stefano l'amministratore del portale nonsolobirra.net, avrei bisogno ti contattarti posso chiederti la mail? ti lascio la mia: info@nonsolobirra.net

    RispondiElimina