venerdì 7 dicembre 2012

Semplicità al potere: Birrificio Italiano Vudù e Titanic Captain Smith's

Due birre al volo, ma degne di nota seppur molto diverse.
Europee e di stili europei.

La prima è uno dei nuovi classici italiani, o meglio delle birre che hanno vinto premi e/o ci invidiano all'estero.
Parlo della Vudù di Birrificio Italiano, una dunkel weizen. E' una birra che ha vinto anche alla World Beer Cup 2010 (per quello che conta) il primo posto nella categoria delle German-Style Dark Wheat Ale.
Se ci si aspetta da una birra del BI qualcosa di sorprendente, quasi mai si viene soddisfatti. Rispetto al panorama italiano, è uno dei pochi birrifici a voler fare "birre che siano birre" (cit. Agostino Arioli, birraio del BI, nel documentario Brew It). Per cui questa appare davvero regolare, il più aderente possibile allo stile, esprimendo leggerezza e serietà. Non banale, ma semplice. Probabilmente è ancora questa la chiave di successo di questa birra. Note di banana al naso evidentissime, anche con qualche tocco appena floreale nascosto. Corpo semplice da bere, grande corsa in bocca per ogni sorso, finale secco e asciutto quanto basta.



Rispetto alla Vudù, questa seconda birra sembrerebbe quasi scapestrata.
Ho continuato la serata con una Captain Smith's, inglese del birrificio Titanic. Non so cosa trovarmi, non ci sono indicazioni esplicative in etichetta. E allora mi immergo in questa birra che trovo ambrata di colore con una schiuma bella persistente e pompata. Ottimi aromi luppolati quasi fumosi. Mi è risultata molto vicina (olfattivamente parlando) alla Anderson Valley Boont Amber Ale, seppur un po' più bassa di profilo.
Ottima birra, anche il corpo è abbastanza pieno e ben bilanciato è l'aspetto amaro ed alcolico con 5,2% alc.
Potrei definirla una amber ale, ma siccome birre così in terre albioniche sono associate ad altri nomi, allora diamole il nome che merita, e cioè premium bitter anche se (siamo alle solite) il mio/nostro livello di amaro rispetto agli standard inglesi è ben diverso e non è tale da distinguere questo lieve amaro come caratteristica dello stile. Sul sito la definiscono una rich strong ale. Da notare lo "strong" con i soli 5,2% alc...un popolo gentile, fin troppo.

Cheers!

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