lunedì 9 dicembre 2013

Puglia In Fermento "edizione natalizia": altro giro di Puglia nei TeKu

Si è conclusa ieri il secondo evento portato avanti da Eataly Bari dove hanno trovato spazio i birrifici artigianali pugliesi.
Dopo il buon riscontro di pubblico di ottobre, è stata confermata la formula: gettoni da 1€ corrispondenti a 10cl di birra. Una buona cosa per un consumatore che vuole assaggiare tutte le birre presenti, soprattutto le novità.

La lista dei presenti era questa:
Birrificio Gruit, Birrificio B94, Birrificio I Peuceti, Birrificio Castel Del Monte, Birrificio Birrapulia, Birrificio Svevo, Birrificio Birranova, Compagnia Brassicola Zerottanta, Birrificio Decimoprimo, Birrificio Bas. Oltre ai pugliesi, era presente una selezione di Birra del Borgo, Baladin e Birreria Eataly Bari.

Ho potuto assaggiare qualcosa in più della scorsa volta, quindi mi concentro solo su questi ulteriori assaggi (comprese le novità annunciate qualche giorno fa) nonostante sia stato piacevole bere anche altro.

Parto da Gruit, dove ho prima bevuto la Chiara e poi la Rossa. Il loro modo di brassare è molto molto semplice, poco caratterizzato sull'artigianalità del prodotto (sul ciò che differenzia l'artigianale, intendo, non sui processi ovviamente) e su un gusto pulito. La Chiara è una birra tutto sommato gradevole, poco maltata anzi equilibrata, ma dall'opinabile piacevolezza dal punto di vista olfattivo. La Rossa invece punta tutto su toni caramellati e poco altro, con una carbonazione anche un po' troppo invadente, a mio parere. Sarà che non ho molto feeling con queste produzioni da diverso tempo, ma nonostante i miei ripetuti tentativi di trovarci dei tratti distintivi, le reputo alquanto migliorabili in futuro. Mi scuserà, spero, il simpatico il birraio Carlo che ho avuto modo di conoscere meglio.

Di B94 ho riassaggiato la gradevolissima Terrarossa, di grande facilità ed eleganza e fin troppo generosa nella schiuma, ma ce ne fossero così di birre e di schiuma! Bypassando le altre Santirene e Warning Hop, ho avuto l'onore di assaggiare anche l'ultima nata, Classe 1943. Un barley wine maturato in botti di vini rossi al quarto passaggio, molto elegante al naso, con note di miele di castagno, probabilmente riscontrabile anche nella colorazione di un arancio carico. Dopo il piacevole aroma, in bocca si dimostra un po' più duro del previsto: la dolcezza sfuma in un amaro graduale ma avvertibile fino a fine corsa. Tutt'altro che sgradevole, anzi, di suo aiuta a spazzare via il resto.

Altri assaggi allo stand di Birrificio Svevo. Ho bevuto la Imperium, porter brassata da Vito Lisco, molto caffettosa e ricca di note di carruba, fave di cacao e melassa al naso. In bocca si conferma tale, con una bella struttura maltata, forse lesinando un po' sui tostati. La Germana, spillata, invece, era in versione rinforzata per l'occasione, ma l'ho saltata.

A proposito di I Peuceti, invece, ho bevuto la nuova arrivata Levante. Birra che si ispira alle IPA americane, realizzata con dry-hopping di luppolo Amarillo. Ed è quest'ultimo il tratto fondamentale della birra, ovviamente avvertibile in aroma, mentre in bocca la birra si siede verso un equilibrio a dispetto dell'amaro che caratterizza lo stile. Un tentativo di rendere più semplice uno stile in voga, spostando l'attenzione soprattutto sulle sensazioni olfattive.

Le produzioni di Oliver di BirrApulia mi danno sempre soddisfazione. Sarà il grande rispetto degli stili di riferimento, sarà la professionalità o la continuità dell'impianto, ma è sempre un piacere buttarsi nella facilità mielata della Lager omonima, velocissima in bocca, o concedersi una dolce dose di Doppio Malto che porta sempre in bella vista l'eleganza dei toni caramellati dello stile doppelbock di ispirazione.

Di Castel del Monte ho provato la belgian ale Jolanda di Brienne, molto diversa dalla versione in bottiglia di qualche mese fa (per chi se lo fosse perso, sono avvenuti avvicendamenti in sala cottura), dall'aroma pungente e speziato e dal carattere maltato molto piacevole, dissetante, sfizioso. Un bel modo di confermarsi dopo i successi degli ultimi mesi, anche sul fronte dei premi internazionali.

Birranova aveva alle spine delle certezze come Linfa, Negramara Extra, Primatia e la nuova Moscata. Mentre in bottiglia la novità è la Tensione Evolutiva. Per chi ha avuto l'occasione di assaggiarne un po' versata dal sempre generoso Donato, le parole sono venute a mancare. Caratterizzata dal legno, dal whisky e da richiami a rum e distillati, è tutto un piacere. Calda ed avvolgente, rifermentata in bottiglia è la morte sua contrariamente a quello che si può pensare, dato che risulta ancor più digeribile nonostante non si tratti di acqua di fonte in quanto a leggerezza.

L'unica beer firm presente era Zerottanta, con le sue tre birre brassate presso il birrificio Decimoprimo. Non avevo avuto affatto una buona impressione bevendo le birre in bottiglia, ma ovviamente bisogna assaggiare più e più volte. La Golden Ale Belgian Pale Ale omonima, realizzata con scorze di bergamotto, in fusto mi è sembrata sicuramente migliore, nonostante qualche imperfezione. Il bergamotto si avverte al naso insieme a qualche lieve fruttato, mentre in bocca la birra ha un carattere semplice e scorrevole. La Belgian Pale Ale Golden Ale è anch'essa migliore della bottiglia seppur migliorabile ancora dal punto di vista della pulizia. Ultima arrivata è la Redhead e a mio parere è la migliore delle tre. Al naso qualche agrumato leggero e qualche ricordo di frutti rossi derivanti forse dal tessuto maltato, ed il gusto torna ancora su frutti rossi. Molto bilanciata e poco amara per essere la extra special bitter dichiarata: al di là di questo, la birra è ok.

Di Decimoprimo, invece, oltre ai punti fermi D-Day e Kowacchy c'era la nuova Merry Vanilla, birra natalizia sia nella speziatura (vaniglia) che nel packaging. Si tratta di una oatmeal stout di 7,5% e l'avena si sente già al naso, con una morbidezza piacevolissima. La vaniglia mi è risultata un po' nascosta, ma non è detto sia un male. La birra è rotonda il giusto anche in bocca, senza risultare eccessivamente densa. Promossa.

Il birrificio Bas, invece, continua ad essere un enigma, dato che la birra Ambra non mi è sembrata essere una birra di grande appeal, nè corretta in quanto a pulizia ed eleganza.

Di bevute extra molto buona la Liz realizzata ad Eataly Birreria, più snella e più in forma delle scorse volte in quanto a speziatura; Reale di Birra del Borgo sempre godereccia, mentre la mia scoperta 25 Dodici è un panettone liquido buonissimo, con uvette e melassa da far leccare i baffi. Poco carina, invece la Maledetta, per cui concluderei con la Nöel Cafè di Baladin, anch'essa caratterizzata da sapori di uva passa ma anche di prugna secca oltre al caffè, poco ispido e più tendente ad uno scialbo caffè d'orzo.

In sostanza, prima di tutto, non pensavo di poter ritrovare tutti insieme questi birrifici a poche settimane di distanza dall'evento di ottobre. Le impressioni rimangono le stesse di allora, ovviamente, con un bel gruppo di birrifici che va benissimo per la propria strada ed altri con qualche ritocco da fare per rifinire la qualità delle proprie birre.

Ogni occasione è buona, per me, per mettere in gioco i miei giudizi maturati in precedenza e mettere all'esame le birre stesse, quindi ben vengano queste manifestazioni.
Ora però sarebbe più opportuno darsi del di tempo e riprovare a fare queste degustazioni tra un bel po'...credo di avere un quadro abbastanza chiaro, intanto, e spero di essere riuscito nella sua descrizione.

Altri assaggi ed impressioni di chi c'è stato? Sempre aperto a parlarne!

Cheers!

4 commenti:

  1. Ciao Angelo,
     Innanzitutto ti ringrazio per l'attenzione e sono contento di non aver sfigurato al fianco dei blasonatissimi ( ed a ragione!) Donato, Vito, Raffaele , Michele ed Oliver con le mie tre cotte numero zero.
    Devo farti però qualche appunto: Non è la Golden Ale ad avere il bergamotto fra gli ingredienti bensì la Belgian Pale Ale. Ti confondi con un collega calabro ;)
    Inoltre la Redhead non è affato dichiarata come extra special bitter ma come irish red . Il luppolo mi piace, non lo avrei lesinato se fosse stato il caso.
    Salute!
    Vincenzo Zerottanta

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    1. Sì, correggo sul bergamotto, ho confuso i nomi.
      Ma per la Redhead non si tratta di un errore mio, ho preso di riferimento questo, dove si dichiara proprio ESB:
      http://www.cronachedibirra.it/birrifici/9011/nuovi-birrifici-italiani-zerottanta-legnone-kl-e-al-top-beer/
      Ciao!

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    2. Ci credi che non lo avevo letto tutto per bene? Effettivente c'è una imprecisione. Comunque ti mando per mail una delle brochure che erano sul tavolo.

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  2. Moscata number one! Mi è piaciuta molto anche la Belgian di Zerottanta, la 25Dodici e la sempre ottima Linfa! Bell'evento, ce ne fossero di più da queste parti!

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