Nincasi a tutta beer firm

Il fenomeno beer firm ha attecchito quasi in ogni angolo d'Italia, con i vantaggi del non possedere impianto, mani meno legate, una serie di questioni "etiche" (birrariamente parlando, si intende) ed una buona possibilità di sperimentazione.

I prossimi tre post saranno incentrati tutti su altrettante beer firm, di cui ancora non si è accennato qui sul blog. Di queste ben due vedono le proprie birre nascere tra i fermentatori di Birrapulia, birrificio di Ostuni gestito dal birraio Oliver Harbeck.

Un piccolo excursus voglio concederlo a chi ancora non avesse bevuto le sue birre: molto pulite, precise, caratterizzate da facilità e valore sicuramente molto buone.

Ho parlato in post passati delle prime due birre, mentre non ancora dell'ultima arrivata Birra Weizen. Anch'essa si contraddistingue per essere molto scorrevole, con un cappello di schiuma pannoso, leggermente bananoso ma non volgare e frivolo come weizen commerciali che siamo abituati a vedere spillare in pub qualsiasi.
In bocca ciò che la rende piacevole è il corpo alquanto basso rispetto a quello che si possa pensare: non caramelloso nè denso, bensì croccante. Tutto ciò, unito alla gasatura allegra fa di questa weizen, non filtrata (potremmo parlare di hefeweizen) e rifermentata in bottiglia come da uso bavarese, una grande promessa soprattutto per la prossima estate. Birra su cui Oliver ha lavorato molto, di cui ricordo una precedente versione che a me piaceva ugualmente ma, non soddisfacendo il birraio, non meritava di essere la versione in commercio definitiva.

In questo clima teutonico, però, si trovano a ribollire altri fermenti.
E quello di cui voglio scrivere è l'idea di Leo Pizzutoli di produrre lì le proprie birre.
Leo è publican da anni del Nincasi di Cisternino, pub che nella nostra Puglia possiamo definire storico per età e per un certo modo professionale di trattare e proporre birra.
La prima nata della beer firm Nincasi è stata la A-Ku, strong ale con bacche di ginepro, inizialmente prodotta presso B94. Dopo il successo di questa "birra pilota" di quasi un anno fa, evidentemente Leo ci ha preso gusto, per cui data la maggior vicinanza geografica con Ostuni, è da Birrapulia che ora si brassa.



Queste sono le birre prodotte fino ad ora per Nincasi:
A-Ku (Strong Ale)
Summer in the hill (APA)
Zabar (Bitter)
Pakeha (IPA)

Non saranno le sole, di sicuro. Uno delle frecce all'arco di Leo è sicuramente il poter sfruttare un impianto di piccola capienza come quello di Birrapulia, dove una cotta da 2,5 hl sta ad assicurare una quantità nè troppo scarsa nè tantomeno eccessiva, con la possibilità anche di cambiare ricetta alla cotta successiva evitando di sobbarcarsi una birra qualora non fosse tanto apprezzata.

La qualità è ok. Ho bevuto le prime tre in elenco e devo dire che apprezzo la mano non esagerata sui luppoli, il profilo dei malti non troppo coperto, l'equilibrio generale.
Difficilmente leggeremo di Leo e del suo progetto sui soliti canali mediatici a tema birrario, su guide o articoli patinati, nè probabilmente lo vedremo gironzolare in lungo e in largo a promuovere queste creature: un po' perchè sono birre realizzate in esclusiva per il locale, quasi solamente presenti in fusto, un po' perchè Leo è una persona che tra le parole e i fatti sceglie decisamente i fatti.
Tra l'altro non si tratta di una beer firm fine a sè stessa, di un capriccio, di voglia di mettersi sul mercato ed esserne un altro attore: qui c'è una somministrazione diretta alla propria clientela, con possibilità di interagire con i consumatori e di scalzare sulla linea spine qualche birra commerciale, il che non guasta mai.

Non sarà una star del movimento e credo non la voglia neppure incarnare, ma finchè sfodera queste idee a me va più che bene così.

Cheers!

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