mercoledì 7 gennaio 2015

Come ti conquisto il consumatore pugliese:
beer shop e birrerie di nuova apertura

Che la birra di artigianale sia protagonista di un boom è un dato di fatto ormai.
La nascita di sempre nuovi birrifici cavalca quel trend di (insano?) ottimismo legato all'apprezzamento della birra da parte del pubblico, spesso giovane, e finisce per trainare anche il mondo dei locali, dove finalmente i consumatori possono decretare successi o sbadigli.
In un mondo più normale dovrebbe essere esattamente il contrario, e cioè le richieste dal basso dovrebbero spingere a produrre sempre più, ma il fenomeno è partito in questo modo: non fasciamoci la testa e vediamo pian piano a cosa ci porterà.

Quando vengo a conoscenza di nuove aperture di birrerie o di presunte tali, una delle cose che più mi piace fare, è puntare i riflettori sia su quelle proposte che portano idee nuove in ambienti dove la diffusione di buona birra c'è già, sia sulle nuove realtà che cominciano a portare buone selezioni in luoghi ancora poco battuti.
Con un piglio simile a quello con cui quasi un anno fa facemmo il punto nei capoluoghi, ora andiamo a scovare altre realtà, già sviluppate o nate da pochissimo, che si sono sviluppate (lo ritengo un dato casuale) per lo più tra le pieghe della provincia, con qualche inevitabile eccezione in alcuni capoluoghi.


Stavolta partiamo dai beer shop, che contrariamente a quanto ci si potesse aspettare, al momento sembrano aver ripreso a svilupparsi in grande numero.

Da quello che ho potuto notare nel tempo e dai beer shop che sono in attività attualmente, se chi compie questo passo "conosce i suoi polli" (cioè se conosce e sa interpretare materialmente le abitudini nostrane), pensa anche a non rinunciare a due importanti fattori che facciano da contorno al prodotto in bottiglia presente in scaffale o in frigo: il primo è la mescita, il secondo un'offerta culinaria di accompagnamento che vada dalla stuzzicheria in su, fino alla ristorazione.
Cominciamo a fare qualche nome di beer shop senza mescita di nuova apertura, che curiosamente sono nati in tre capoluoghi pugliesi negli ultimi mesi.
Il primo è a Bari ed è il beer shop San Nicola, quasi adiacente alla Basilica barese dedicata al santo e patrono della città. Si tratta di un punto vendita di dimensioni in realtà ridotte e che offre essenzialmente birre pugliesi con particolare accento sulle produzioni della beer firm Birrificio Barbarossa e della sua linea Birra San Nicola (di cui magari approfondirò). Nonostante le protagoniste siano le birre pugliesi, stiamo comunque parlando di un punto dove è possibile reperire birre che, strano a dirlo, difficilmente in città birrerie o locali serali posseggono tutte insieme nei propri frigoriferi. Può essere, quindi, un'ulteriore vetrina per i birrifici che trovano ancora qualche resistenza nel penetrare il mercato della città.


In realtà il modello da cui discende è quello del suo locale progenitore, il Birrotecapuglia.it di Taranto. Anche qui, come suggerisce il nome stesso, sono in vendita le sole birre pugliesi per cui valgono le stesse considerazioni di cui sopra.


Sempre nella città di Taranto è sorto da poco il beer shop You Drink. Fosse in un'altra città non ci sarebbe molto di che gioire: la selezione di birre non sembra particolarmente attenta al mondo artigianale di qualità, ma fatto sta che questi rappresentano altri focolai che si aggiungono a quel punto di riferimento che ormai è il Tabir. Può tornare utile a tutti quelli che volessero provare ad incamminarsi verso le craft beers. Vedremo cosa succederà col tempo nella città dei due mari.


Anche per la città di Matera (ok...è Basilicata...ma è a due passi dai "confini") oltre al consolidato riferimento che è il Groove si prospetta un secondo punto di innesco del fenomeno birrario con l'apertura freschissima di Malto & Luppolo. Anche qui siamo in presenza di un beer shop puro, ma la selezione è decisamente di rilievo, a maggior ragione per gli standard - ahimè non altissimi - della scena lucana: risultano in dotazione birre di alcuni birrifici italiani poco reperibili anche in territorio pugliese, ed è in realtà solo la birra italiana la protagonista. Una scelta che qualcuno potrebbe anche discutere, ma è comunque un segnale di forte fiducia nei confronti dei produttori nazionali.


Cominciano ad essere differenti, invece, le proposte di altri due beer shop che invece hanno pensato proprio di accompagnare il curioso bevitore, si spera appassionato provetto, anche nelle ore serali, senza lasciarlo a stomaco vuoto, come si accennava sopra. Possiamo classificarli come beer shop con mescita, intesa come mescita alla spina (per i precedenti, nel migliore dei casi credo possano solo fare mescita da bottiglia).

Il primo è la birreria Oi! di Putignano (BA): è un locale di dimensioni molto ridotte in pieno centro storico che però si dota di frigoriferi pieni di birre interessanti, dopo una prima fase di orientamento generale in cui, sinceramente, la selezione birraria lasciava poche aspettative. La stuzzicheria è semplice ma c'è e c'è anche la mescita con due vie, anche se vi scorre birra molto meno attraente di quella riposta in frigo. A quanto pare, però, il pubblico giovane sta rispondendo molto bene, e tra un aperitivo ed una chiacchiera preserale gli apribottiglie risultano sempre in funzione.


Il secondo di cui parlavo è Brew Art, aperto da pochissimi giorni a Castellana Grotte (BA). Qui la selezione si fa ancor più promettente, con birre artigianali principalmente estere e davvero di pregio: chi apre non è uno sprovveduto ma un grande appassionato che tra viaggi e festival ha letteralmente cultura birraria da vendere. Sono affidati ad un futuro vicinissimo la mescita alla spina ed un'offerta culinaria che completi l'anima del locale, appagando il cliente nelle ore serali con un certo "sostegno solido". Pongo davvero molta fiducia in questo progetto, anche per un motivo molto semplice: si trova davvero a due passi da me, e ci sto passando più di una serata.
Cambiamo tipologia di locale segnalando quelli che sul cibo hanno puntato qualcosa in più.
Innanzitutto bisogna assolutamente parlare di questi due locali che non ho ancora avuto modo di visitare, ma che spero potrò scoprire presto di persona.
Si tratta di due birrerie con cucina in provincia di Lecce, che da tempo ormai sostengo essere la più attiva tra le aree pugliesi come attaccamento dei consumatori alla buona birra.

Il primo è il Birreghe di Melendugno, in località San Foca (LE). Appena 297 anime ed un locale con otto vie. Non con birre industriali, commerciali o che dichiarano una fasulla qualità, no. Alla spina in questi mesi si sono alternate Brewfist, Birrificio Italiano, Rurale, B94...per dirne alcune. Non mancano le proposte gastronomiche, tra pucce, panini, insalate e taglieri, per cui mi sembra difficile si possa restare a stomaco vuoto.
Non da meno è Uccera, situato a Specchia Gallone, frazione di Minervino di Lecce (LE): 482 abitanti e ben sei vie. Vi sono passate e vi passano alle spine Pontino, Moor, Lariano, Extraomnes, Loverbeer...potrei continuare, ma mi fermo qui. Si può cenare con primi, hamburger, piatti di carne e tanto altro.
Forte da digerire quest'accoppiata salentina, vero? Paesi minuscoli, chance di successo apparentemente basse, eppure stiamo parlando di locali che vanno già verso il secondo anno di vita, per cui poi tanto male non credo stiano andando.

Sempre in tema di buona birra e buon cibo la più recente apertura è quella di Frumento ad Andria. Torniamo anche qui in un capoluogo, ma non più per un beer shop o birreria. Il locale ha aperto da pochissimi giorni, ma sembra già chiaro il taglio che avrà: da questa presentazione si comprende che siamo finiti su un caso diametralmente opposto a quello di un beer shop, lasciando il commercio al dettaglio puro per entrare nella ristorazione. A Frumento la birra dovrebbe rientrare nella maggior parte delle preparazioni dei piatti, con uno schema che sembra molto vicino alla scuola belga della cuisine à la bière. Mentre per quanto riguarda la birra, trapela la presenza fissa di Amarcord e di Birrificio Svevo, quest'ultimo coinvolto anche nella realizzazione di una linea di birre ad hoc per il locale stesso.


Non è per niente un locale di nuovo apertura, ma di nuovo ha senz'altro qualcosa da offrire: la storica birreria Pecora Nera di Cassano Murge (BA), che negli ultimi anni sulle birre ha ulteriormente alzato l'asticella della qualità, ha più che raddoppiato la lunghezza del proprio bancone, passando a ben 20 vie e piazzandosi così in testa ad una immaginaria classifica dei locali meridionali per numero di spine. È una scelta forte, senza dubbio coraggiosa e fiduciosa che va nel verso della diffusione di un prodotto di qualità ad una platea che sia la più ampia possibile, con il vantaggio anche di poter differenziare l'offerta e spillarne per tutti i gusti. Sicuramente a breve ci andrò a fare un salto, per cui magari se ne potrà parlare meglio, ma la "notizia" non poteva passare inosservata, anche alla luce dei modi ancora poco chiari con cui i luoghi birrari si stanno proponendo ai consumatori di birra in questa fetta di meridione.


Riguardo a questo piacevole (ancor più piacevole per un appassionato) pullulare di nuove proposte mi auguro solo una cosa, e cioè che tutta questa offerta sia recepita dal pubblico secondo le aspettative degli offerenti.
Nonostante non si sia ancora trovata la quadra per far sì che il consumatore medio di birra consideri l'idea di di comprare birre da asporto e consumarle indoor facendone una propria abitudine, il beer shop sembra essere ancora una delle formule più gradite da chi intraprende una nuova attività di somministrazione nel settore. Sarà la relativa novità nella terminologia del locale (per molti l'espressione beer shop suona ancora nuova), sarà l'effetto scenico di trovarsi di fronte a pareti e pareti interamente addobbate di bottiglie dalle etichette di tutti i colori, sta di fatto che continuano a stimolare interesse.

La birra è stata sdoganata e questo è un dato di fatto: forse è quindi quella nostra intrinseca propensione al buon cibo ad esserci stata d'aiuto e rappresentare un fattore determinante nell'apprezzamento verso l'ondata di aromi e sapori che la rinascita birraria ha portato. Non vorrei, però, che l'attaccamento e la confidenza che si hanno con il buon cibo siano degli ostacoli che impediscano alla maggioranza dei consumatori di qualsiasi età di approcciarsi ad una buona birra anche senza poterci sgranocchiare sopra nulla di particolare.

Nel caso in cui fosse così, invece, bisognerà porsi il dubbio se questo cieco entusiasmo calato dall'alto fosse poi così legittimo. Ed i precedenti ci sono anche.

Concludo con la domanda che mi ronza per la testa, perchè era qui che alla fine mi sono piantato: che potenziale ha alle nostre latitudini la sola vendita di birra in bottiglia senza mescita?
La situazione è più rosea rispetto a qualche anno fa?

Per ora mi limito a notare che qualche beer shop ha chiuso in questi anni, qualche altro si è convertito a birreria serale.
Chissà se questi esempi sapranno darci delle risposte nel tempo.

Cheers!

3 commenti:

  1. A mio modesto parere, il beer shop senza mescita è veramente difficile possa sopravvivere per lungo tempo. I margini sono veramente risicati e le spese sempre enormi.
    Lo vedo al limite come primo step verso qualcosa di più articolato, che non può prescindere da alcune via alla spina.

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    1. La vedo esattamente come te, soprattutto in questo territorio.

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  2. Non avete ricordato La Cisterna a Poggiardo... Una birreria che si mimetizza con le altre case... sembra un posto segreto... A due piani con terrazzi e balconcini...la birra e buonissima e i proprietari sono giovani.

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