domenica 15 novembre 2015

Bamberg, parte IV: Greifenklau e Klosterbräu

Potremmo definirli birrifici minori, essendo meno considerati dei precedenti ed anche un po' più piccoli. Soprattutto se li riferiamo ad un altro birrificio, Kaiserdom, di cui non parlerò affatto perchè orientato pesantemente verso un prodotto industriale, senz'anima (volumi prodotti che superano i 250.000 hl annui...si trova anche in GDO in Italia).
Entrambi si trovano nella parte alta ed occidentale della città, sul colle di Stephansberg, forse uno dei punti migliori per osservare Bamberga.
Arrivare qui in bici è più dura, le salite diventano davvero ripide, ma parcheggio la bici e procedo a piedi.
È Klosterbräu quello più a ridosso del centro storico, poco distante dal Regnitz e dalla pittoresca Obere Muhlbrücke, da cui si gode di una vista da cartolina.



Dovrebbe essere il più antico birrificio cittadino, dato che risulta menzionato dal 1333, mentre compare in altri documenti come birrificio diretto dai vescovi. La storia continuò fino al 1790, con l'alternanza di ben 22 vescovi al controllo del birrificio, fino a quando non finì in mani private nel 1851, ed in particolare in quelle di un figlio di un farmacista, Peter Braun, che ne acquistò il complesso. Ad oggi siamo alla quinta generazione con la proprietaria Anne-Rose Braun-Schröder.
L'impatto visivo, sia dentro che fuori, è ancora una volta forte, ed entrando quasi non si sa dove dirigersi data l'immensità degli spazi.


Grande, invece, è la delusione quando si beve.
Quella che sarebbe dovuta essere la loro migliore birra, la schwarz Schwärzla, non mi è sembrata nulla di che: caffè ma poco, e poi nient'altro. Piatta e senza profondità.
Incredulo, ci provo con le altre due birre presenti.
Gold Pils con un fortissimo diacetile, bevuta poco più di metà.
Non ho avuto fortuna neppure con la Braunbier, tra una märzen ed una dunkel. Anonima, purtroppo, anche se senza grossi difetti.
Sono birre che sembrano davvero svuotate, nonostante la loro fama negli anni non sia mancata. Evidentemente c'è meno cura rispetto al passato, ma è davvero un peccato.
Vado via con un po' di rammarico.


È solo allontanandomi un po', lasciandosi alle spalle il duomo e risalendo Unterer Kaulberg, Mittlerer Kaulberg e Obere Kaulberg fino a Laurenziplatz, che posso tornare a bere decentemente.
È qui che si trova il più piccolo birrificio della città, Greifenklau.
Risalirebbe agli inizi del XVIII secolo, quando lo stabile fu acquistato da Franz Friedrich von Greifenklau che vi costruì stalla, ristorante, birrificio e cortile. Alla sua morte, nel 1729, il tutto divenne proprietà della Cattedrale, la quale fece cessare la produzione a favore del solo servizio di spillatura. Ma dopo solo due anni un tale Willibald Mayer, un birraio proveniente da Herzogenaurach, poco a sud di Bamberga, riacquista il birrificio ed ottiene un nuovo permesso per produrre birra. Le successioni di proprietà sono continuate, fino a fermarsi nelle mani degli attuali proprietari, la famiglia Brockard.


Il luogo è un po' austero rispetto ad altri, ma qui siamo fuori dalle vie turistiche, e ci sta tutto.
Ho bevuto una ed una sola birra in un paio di volte in cui sono venuto, ed è la Laurenzi, kellerbier della casa.
Avevo già bevuto delle keller nei dintorni di Bamberga (e ne parlerò in seguito), quindi avevo già degli standard.


Arriva il classico bicchiere di coccio, da cui si può ammirare solo una bella schiuma bianca e compatta. Al naso questa birra si trascina oltre ai classici fieno, paglia e crosta di pane, anche uno spesso carattere maltato. Il tutto è confermato in bocca, con sorsi che rimandano anche a miele di castagno con piccole astringenze residue.
Non è la miglior keller che assaggerò in quei giorni, ma si difende più che bene.


Mentre Klosterbräu non sia stato affatto soddisfacente, la birra di Greifenklau è valsa la salita con pioggia annessa.
E quando oltre alla soddisfazione finale una volta uscito dalla birreria si spiega davanti agli occhi la città dall'alto, la serenità raddoppia.


Cheers!

1 commento:

  1. Greifenklau?
    No, grazie. Meglio una Ichnusa cruda :D !!!

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