lunedì 18 gennaio 2016

Neuhaus e Windischeschenbach:
la magia delle Zoigl

Il mese di permanenza a Bamberga è volato, ma allo stesso tempo ho ricordi nitidi di ogni singolo giorno ed ogni singola ora. Ho passato e ripassato praticamente tutte le birre della città ed una buona fetta dei birrifici delle vicinanze.
Arrivato il giorno di andare via, però, mi aspettava un'altra serie di giorni densi di esperienze birrarie. Il percorso da Bamberga a Praga, da dove avrei poi preso l'aereo per tornare direttamente a Bari, l'ho voluto fare a tappe.


Non mi sarebbe capitata un'altra volta questa occasione di avere a qualche ora di treno in più altre mecche del bere autentico, per cui tra Bamberga ed il ritorno sarei passato da Windischischenbach, Pilsen e Praga.


Mentre seconda e terza meta sono più note ed agevoli da raggiungere, quella di Windischischenbach era quasi impresa. Ma mi sono organizzato con i treni con un bell'anticipo per non lasciare al caso la possibilità di perdermi nel bel mezzo delle foreste dell'Alto Palatinato.
Il motivo era speciale e portava con sè qualcosa di magico. Sto parlando del villaggio per eccellenza delle Zoigl, Windischischenbach, ma in particolare della frazione ad esso attigua che si chiama Neuhaus.
Ora ci arrivo a parlare di Zoigl, e questi due villaggi sono quelli dove queste birre sono più presenti che in altri villaggi della regione.
Perchè proprio Neuhaus allora? Quel giorno, un po' per caso ed un po' per un mio preciso calcolo, ho voluto essere là perchè ogni 3 ottobre a Neuhaus si tiene il Kommunbrauertag, cioè il giorno in cui è possibile bere tutti gli Zoigl dei singoli produttori.
Queste Zoigl sono birre che non hanno caratteristiche comuni tra loro da renderne parte uno stile ben definito, in quanto possono variare da produttore a produttore anche molto. Bensì, rappresentano una modalità produttiva, tra l'altro una delle più rustiche, tra gli ultimi baluardi del mondo brassicolo passato.


In alcuni di questi villaggi dell'Alto Palatinato, infatti, da circa sei secoli, esistono birrifici comunali, in cui famiglie in possesso di licenza brassano la propria birra secondo un calendario. E sempre secondo un calendario, possono spillarla presso il loro locale di mescita.
Guardare questo video per credere...
Si tratta di cantine o tavernette domestiche, luoghi in cui in un'atmosfera di pura intimità, è possibile berle (a costi irrisori) oltre che cenare con prodotti tipici, cucinati e preparati all'interno delle stesse mura.


Queste birre, come detto, sono lager che nell'impianto comunale vengono solamente brassate. Ma una volta prodotto il mosto, il birraio lo trasferisce in un serbatoio carrellato, trasportato fino alla propria cantina e lì le birre fermentano e successivamente vengono infustate.


Esistono caratteristiche che avvicinano le Zoigl alle kellerbier o ungespunted bavarese (se chiare e meno luppolate) o francone (se ambrata e maggiormente luppolate). Parliamo, quindi, di birra a bassa fermentazione, servita relativamente giovane, non lagerizzata o lagerizzata un paio di settimane al massimo, velata, con in evidenti aromi di miele, luppolo fresco e note fruttate da lievito.


Ogni birraio ha la propria unica ricetta e quando la birra è pronta per essere servita, fuori dalla taverna è esposta la stella a sei punte con un bel boccale al centro. La stella è da sempre simbolo di buona birra, e lo è da quando secoli fa i migliori birrai venivano chiamati da territori più ad est ed erano di cultura ebraica. Ha poi assunto il significato simbolico degli elementi necessari alla produzione, vale a dire luppolo, malto, lievito, acqua, aria e fuoco.


È un simbolo che probabilmente dà il nome anche a questa tradizione: si è partiti da "Zeiger" che indica una lancetta di orologio o un'insegna, fino al termine dialettale "Zeigel", per approdare a "Zoigl": tutt'oggi si va per queste cantine col motto collettivo "Geh'n ma am Zeigel!".
Tipologia che nasce nel XIII secolo, dicevamo, ed all'epoca erano 10 i birrifici comunali, ma le cronache dicono che nel 1854 fu raggiunto un massimo, quando a quanto pare erano ben 75 le città dove esistevano birrifici comunali, per quale totale di birre diverse.


Oggi sono 5 i birrifici comunali rimasti nei rispettivi villaggi (Windischeschenbach, Neuhaus, Falkenberg, Eslarn, Mitterteich), ma in molti di questi casi sono al massimo tre per villaggio i diversi Zoigl che è possibile bere.
Da nessun'altra parte c'è la concentrazione che c'è però a Windischischenbach e nella attigua frazione di Neuhaus.
La cosa curiosa è che ho scoperto che esiste anche un altro tipo di birrificio comunale e di bevanda tradizionale ad essa associata. Si chiamano Flinderer e sono l'equivalente francone delle Zoigl, con altri simboli tradizionali, altri rituali e la cittadina di Pegnitz come centro focale, ma tutto sommato accomunabili. Consiglio di leggere qui per approfondire ulteriormente (occhio al tedesco, però!)


Questo Kommunbrauertag capita davvero a fagiolo per berli tutti in un colpo solo.
Arrivo col treno da Bamberga facendo un cambio intermedio per poi scendere a Weiden. Da lì mi sorprendo nel vedere quanta gente sta prendendo il mio stesso treno per andare a passare là quella giornata, insolitamente piena di sole in questo ottobre tedesco.
Dalla stazione di Windischischenbach poi c'è un bus che tra qualche curva porta direttamente a Neuhaus. Tra i primi giri di ispezione mi rendo conto sarà estremamente facile gestirsi tra un locale e l'altro con i relativi cortili pieni di gente, bande festanti, sole e tanta birra.


Di lì a poco avrei anche incontrato due intrepidi appassionati che rispondono al nome di Manuele Colonna e Marco Pion, con cui mi ero accordato per accorrere a questo evento rustico ed autentico.
La festa è ufficialmente cominciata alle 10.00 con tanto di cerimonia ufficiale con autorità, birrai e madrine del giorno, le "Zoiglprinzessin" che con fascia d'ordinanza si aggireranno poi tra un locale e l'altro.


Comincio da Bahler, dove bevo questa birra che mi ricorda la Ungespundet di Spezial ma sembra quasi speziata. Fossi stato bendato a berla, l'avrei battezzata sicuramente come belgian ale.
Qui ho il primo impatto con le festanti bande di bevitori di qualsiasi età, intente a divertirsi come non mai, apparentemente senza alcun pensiero. Sembra gente che può insegnare a chiunque come potersi divertire...altro che tedeschi freddi!
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Passo da Teicher, e trovo una Zoigl caratterizzata da un bel luppolo molto presente e pungente, che mi fa sovvenire il contributo dell'Hersbrucker.
È una birra che sembra quasi piatta, dato che sono birre a bassa fermentazione, non lagerizzate e servite alquanto fresche di produzione. Nonostante questo gas scarso, risulta particolarmente piacevole.

Ancora Zoigl, e quella di Kack'n invece si presenta con un'impronta di lievito ancora più marcata. Ho sentito moltissimo la crosta di pane ma in bocca non ha sfigurato per scorrevolezza e facilità.


La palma di migliore Zoigl e contemporaneamente di miglior cantina va sicuramente a Schafferhof. Rispetto agli altri, si trova alla fine della strada di Marktplatz, ma gode di moltissimo spazio, di un giardino molto grande  e di tante aree ristoro, con del cibo tipico squisito, code ordinatissime, bande musicali varie e svago ovunque.
Molto buona la loro birra, assaporata sul giardino nel retro e riscaldato da un imprevisto sole d'ottobre. Anche qui una sorta di Ungespundet, con questa luppolatura che spicca su una birra relativamente giovane che presenta qualche bel tono caramellato.


Meno bene è andata l'avventura da Schoilmichl, dove il clima è caldissimo nonostante spicchi una coreografica e pacchiana mega-botte in legno con le vie attaccate per spillare.
Niente di che la birra, bevuta solo per completezza ma tutt'altro che indimenticabile: poco pulita, per nulla aggraziata.
Pochi metri più su il luogo dove tutto ha origine, cioè il birrificio comunale di Neuhaus, ovviamente ben distinto da quello che si trova a Windischeschenbach nonostante Neuhaus ne sia una frazione (con tanto di rivalità reciproca).


Nulla di esaltante neppure la birra di Lingl, con puzze di vecchio, di calzino e di ossidazione che fanno pensare a tutto tranne che ad una birra fresca. Potremmo giustificarla con un carattere rustico, ma non lo è nel significato buono del termine.


Vi sono poi altri due luoghi dove si serve Zoigl, ma non possiedo informazioni sufficienti. Chiedo ad un ufficio informazioni, e mi dicono che questo Wastlbeck è una nuova cantina con licenza. Nel frattempo al gruppo con me, Colonna e Pion si sono aggiunti Ryan e compagni, provenuti appositamente dalla Repubblica Ceca per festeggiare queste birre qui a Neuhaus.
La birra da Wastlbeck non appare malvagia come negli ultimi casi, tuttavia non ci impressiona particolarmente.


Ultimissima tappa è l'Hotel Waldnaab dove si può bere la Zoigl Sausewind, che non ha da dirci altro di diverso da quanto già abbiamo abbondantemente appreso in tutta questa giornata alcolica e goliardica. Qui l'insegna è fissa e non compare solo quando la birra è disponibile: la si può bere ogni giorno nel'area ristoro dello stesso hotel.
Di questi ultimi casi non ci è chiaro come possano avere una propria birra, non essendo segnalati tra quelli con licenza sui canali ufficiali. Azzardo l'ipotesi che siano prodotti in birrifici industriali più grandi e a loro rivenduti. Altra ipotesi è che la producano sempre presso il birrificio comunale ma solo in occasione di questa festa, per avere una birra da servire anch'essi.


Bello per chi conosce questi posti, scialbo per chi non riesce ad immaginarli. Fatto sta che questo video riassume tutta quella giornata e viene girato da un utente su Youtube ogni anno.
Ho provato a vederne alcuni spezzoni...e mi sono addirittura rivisto e ritrovato tra la folla! Una piccola grande emozione.


Ma non finisce qui, perchè la nostra compagnia si sposta in auto per andare a bere qualche Zoigl anche nella vicinissima Windischischenbach.

Ci fermiamo prima da Zum Weißer Schwan. Anch'esso misterioso riguardo alla provenienza della licenza, si avverte un carattere commerciale, dato che anche birrifici privati (e non comunali) chiamano alcune birre Zoigl, pur non avendo le caratteristiche produttive e brassicole dei primi.


Dietro l'angolo un secondo stop da Zum Posterer e si torna a bere bene, in un'atmosfera rilassata di serata inoltrata (e parliamo solo delle 22), con simpatici vecchietti conosciuti al tavolo comune, di cui il più eroico è certamente Michael che per essere lì quel giorno si è fatto 100km in bici lasciando la moglie in casa e che avrebbe ritrovato a casa, forse, l'indomani.


L'esperienza è stata catartica ed indescrivibile.
Ho sentito di aver raggiunto una sorta di nirvana, tornando alle radici del buon bere, delle tradizioni birrarie più antiche e romantiche e del festeggiare libero e spensierato.
La compagnia ha fatto il resto: sarà forse l'esperienza che ricorderò con più piacere tra tutte quelle affrontate. È stato addirittura più esaltante che capitare lì in qualsiasi altro periodo dell'anno, per cui non credo che avrei potuto desiderare di meglio.


Il viaggio sta per terminare, ma non mi importa qualunque cosa succederà: nulla potrà togliermi la goduria di questo "nirvana" birrario che ho toccato.



Cheers!

2 commenti:

  1. Non smetti di stupirci (quanti sapranno cosa sono le zoigl ?).
    Bellissimo il filmato con la canzone Volare e te in mezzo alla folla !!!
    Quindi oramai con il tedesco te la cavi proprio bene ??

    Guglielmo

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    1. Il tedesco l'ho rodato per un bel mese, poi tornando è inevitabilmente calato. Ma mi difendo.
      Grazie Guglielmo!

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