lunedì 6 febbraio 2017

Nuovi birrifici pugliesi: Daniel's, Aleph ed Eclipse

Il numero delle aziende birrarie in Puglia ha toccato ormai vette inimmaginabili, tra birrifici e beer firm.
Ne nascono sempre di nuovi birrifici, a volte degni di nota ed altre meno.
Una particolare concentrazione di essi si ha in Salento, dove tra le province di Brindisi, Taranto e Lecce pare ci siano novità ad un ritmo incessante.
Cerco di raggruppare in un post le principali aperture, omettendo quelle che non ho ancora conosciuto da vicino.

Partirei con la provincia di Taranto, dove qualcosa sembra muoversi dopo anni di calma piatta.
Si parte da Manduria (TA), patria di vino Primitivo, dove nel 2016 ha preso vita il birrificio Daniel's.
L'impianto da 12 HL e la location molto comoda e spaziosa mi hanno fatto ben porre di fronte alle produzioni. Ho conosciuto il birraio Daniele Romano ed Anna con un gruppo di amici ed ho avuto modo di conoscere il loro percorso, partito dall'homebrewing.


Attualmente le birre prodotte sono quattro, a cui si sta per aggiungere una quinta, una Bock.
È importante fare due premesse prima di parlare di queste birre, perchè posso già annunciare che si tratta di birre la cui etichetta affibiata non corrisponde agli stili per come oggi sono conosciuti e definiti. Tuttavia - e qui la seconda premessa - sono birre che ho trovato di buonissima fattura.
Partiamo bevendo la Galetta (definita session IPA), che per ammissione di Daniele viene prodotta con lievito a bassa fermentazione. È molto vicina ad una interpretazione moderna di belgian blond, con leggero luppolo in evidenza e soprattutto ha un carattere mielato conferito dai malti.
Passiamo alla De Vinz (definita Amber ale), birra di colore dorato ma aromatizzata alla carruba. Il frutto si insinua nei primi aromi, che ricordano il Belgio, ed una speziatura tra il vago ed il definito. In bocca emerge qualcosa in più, con sensazioni nocciolate ad impreziosire il sempre ben allestito tappeto di malti.


Interessante è anche la Cesyt (definita red IPA), interessantissima birra che segue il filone delle brown ale di stampo britannico, dove gli evidenti aromi tostati del naso si uniscono con un carattere session maltato in bocca, per poi terminare quasi secca e rapida. Probabilmente è la birra con più potenziale di tutte.
Per terminare stappiamo la Nathia (definita birra natalizia), che ricorda in tutto e per tutto una ottima tripel, seppur meno alcolica, con aromi fenolici netti a richiamare spezie varie e poi un bel corpo pieno e caldo.


Ottime produzioni, devo dire, che peccano solo per l'imprecisa collocazione stilistica, necessaria non per meri motivi di puntiglio, ma soprattutto per assolvere al ruolo stesso dello stile, cioè dare dei riferimenti a chi sceglie e beve.
Se questo è l'inizio, però, vedremo da Daniel's belle cose.

Poco distante da Manduria, a San Pancrazio Salentino (BR) nasceva un paio di anni fa un piccolo birrificio. Si chiamano Aleph (e non ha nulla a che fare con la beer firm Aleph di Andrea Ladas) ed  il birrificio ha un impianto da 2,5 HL, che soddisfa sia una linea di imbottigliamento che il locale attiguo, aperto come una sorta di tap room in ore serali. Si occupano di produzione Rossella e Salvatore Ordini, figlia e padre, che raccontano qui il loro percorso e la scelta del loro curioso logo, ispirato da uno dei pittogrammi trovati nella Grotta dei Cervi a Porto Badisco, sito storico nei pressi di Otranto, risalente al Neolitico.


Le birre in produzione erano inizialmente due ed ora sono salite a tre.
La prima è la blanche 6.2, segue la pale ale 6.5 e la nuova APA 8.0.
Non starò qui a descrivere nel dettaglio le birre perchè ho riscontrato qualcosa da registrare in termini di qualità. Forse qualcosa di più accettabile è arrivata proprio con la APA, dove qualche sentore resinoso dei luppoli riusciva a coprire alcune imperfezioni olfattive.
Ad ogni modo mi auguro che nel tempo possano migliorare.


Ancora provincia tarantina è quella di San Giorgio Ionico (TA), dove da pochi mesi è partita l'avventura del birrificio Eclipse, guidato dalla birraia Vittoria Ancona.
Le birre prodotte al momento sono due e tra poco tempo arriveranno a quattro.
Bevo la Guglielmatell, birra alle castagne con la presenza anche di malto affumicato.
Devo dire che si tratta di una signora birra: parte scarica al naso, con leggeri sbuffi tostati. Si riprende agevolmente ed in fretta, con aromi affumicati ben in evidenza. In bocca è godibilissima, esprimendo a pieno il contributo sia della castagna che del malto affumicato con uno sfondo maltato secco e rapido. Toni aranciati contribuiscono ad impreziosire ulteriormente: per me conta il fatto che è una birra che ho bevuto molto rapidamente in quanto piacevole e ben fatta. Una sorpresa per un ingrediente che sempre più di rado viene utilizzato e per una tipologia, quella delle birre affumicate, tutt'altro che semplice da produrre.


La weiss della casa è invece la Sunshine, che si presenta con una schiuma adeguata allo stile che rappresenta. Pulita già in aroma con note di chiodo di garofano soprattutto, con una presenza di banana non sparata a mille come in tanti esempi poco ben riusciti. In bocca si conferma su questa linea, concedendo oltre alla crosta di pane avvertibile in ogni momento della bevuta anche un lato acidulo, legato chiaramente all'utilizzo del malto di frumento, particolarmente presente.
Carbonazione molto vivace, amaro inavvertibile, birra carica ma secca. Minimi aggiustamenti a parte, sembra essere una buona weizen, senza dubbio.


Il poker sarà completato a breve dalla Comfortably, una scotch ale quasi "wee heavy", e dalla Sunset, una blanche.

In generale mi sembra di poter dire che questa porzione "ionica" della Puglia si sta sicuramente mettendo non solo in scia del trend nazionale, ma non sta nemmeno sfigurando più di tanto di fronte a birrifici avviati da più tempo.
I prodotti di Daniel's e Eclipse sembrano poter avere buoni riscontri sia da curiosi che da appassionati, con qualche sforzo anche Aleph potrebbe dire la propria.
Sostanzialmente le potenzialità ci sono e si potrebbero riversare in maniera anche costruttiva alimentando quei pochi ma imperterriti pub indipendenti locali (Tabir a Taranto, Nincasi a Cisternino, Bluebeat a Lecce giusto per citarne alcuni) che chiaramente non vedrebbero l'ora (per come la vedo io) di cominciare anche a trattare birre locali, purchè buone, anche perchè fresche e disponibili.

Spero di ribere e trovare ulteriormente migliorate le produzioni di questi birrifici, augurandomi riescano a tenere gli standard di questi inizi.

Cheers!

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