mercoledì 3 agosto 2011

Maybe e Juice, la genesi dei nomi

Non è una delle cose indispensabili per una birra artigianale prodotta in casa. Anzi, soprattutto perchè prodotta in casa, non ci sarebbe bisogno di tante formalità.
Io, però, non riesco ad immaginare una birra senza nome ed etichetta. Lo considero un modo di personalizzare e soprattutto sintetizzare in un nome ed in un piccolo elaborato grafico lo stile della birra nonchè lo spirito che ha animato la sua creazione.
A volte il nome lo pesco anche dando un tacito riferimento ad avvenimenti o simpatici siparietti tra gli amici brassatori durante le ore della cotta. Insomma, è anche un modo per riderci su e per racchiudere in quella birra anche il bello del fare birra insieme.

Mi sembra giusto, alla luce della presentazione di due birre brassate da Ivan e me al concorso di Tribirra tra qualche giorno, più che descrivere le birre (a quello ci penseranno i giudici, speriamo in maniera positiva) descriverne i loro nomi e presentare le loro etichette.

La prima è Maybe.
Il nome è un mix tra may che indica il mese di maggio, quando l'abbiamo prodotta, e di be, sigla internazionale del Belgio. E' una belgian pale ale, forse neanche tanto pale (cioè, pallida, chiara), per cui il riferimento al belgio è d'obbligo.
E poi...è venuto fuori anche questo simpatico maybe = forse, che indica l'incertezza, la fiducia nella buona riuscita della cotta che conserva sempre dei dubbi su un'operazione piuttosto che sulla temperatura a cui farla fermentare, sui giorni in cui tenerla nel fermentatore piuttosto che sulla scelta degli ingredienti...e così via, fino al momento dell'assaggio in cui molti dubbi si disperdono, non sempre positivamente ahimè!

La seconda è Juice.
Per partorire questo nome ci si è spremuti un po' di più.
Questa birra è una blanche, fatta da malto d'orzo ma anche di frumento. Quest'ultimo ingrediente le conferisce una caratteristica torbidità tipica dello stile, oltre ad un colore giallo paglierino.
E dunque: ju stavolta sta per june, quindi giugno mese in cui è nata tra le pentole (non sotto i cavoli!), mentre ice sta anche per fredda in quanto la temperatura di servizio delle blanche deve essere molto bassa, intorno ai 4°C-5°C. Tutto insieme è juice, cioè succo. Apparentemente, schiuma esclusa, colore e torbidità potrebbero proprio suggerire si tratti di una limonata o magari di un succo d'ananas. Tra l'altro spesso questa birra spesso viene associata al limone per il suo gusto citrico dissetante che la fa una delle birre più facilmente bevibili d'estate, e spesso in giro per l'Europa viene servita anche con una fetta di limone sul bicchiere (mi è capitato anche a Praga pochi giorni fa...racconterò prestissimo).

Riguardo alla grafica, beh...solitamente pesco immagini qua e là sul web per modificarle e farne qualcosa di unico e personale, ma che richiami sempre le zone di maggior consumo di questi stili birrai (in entrambi i casi, il Belgio) o fasi della lavorazione (l'aggiunta del luppolo nel caso della Juice).
Spero siano carine, e che amici e appassionati apprezzino anche questo lato "frivolo" dell'homebrewing.

Cheers!

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